Dal “produttore” la droga arrivava direttamente al “consumatore”. E’ quanto scoperto dai Carabinieri di Agrigento che all’alba hanno arrestato a Licata dieci persone. Era proprio la coltivazione diretta della sostanza stupefacente nelle campagne licatesi, il principale metodo di approvvigionamento utilizzato dal sodalizio per rifornirsi di marijuana che veniva poi rivenduta su tre province della Sicilia.
Un asse che si snodava tra le piazze di Licata, Catania e Messina, con lo smercio di ingenti quantitativi di marijuana ed in alcune occasioni anche di Cocaina. Sono stati i Carabinieri della Compagnia di Licata a disarticolare il gruppo dedito all’attività criminosa, sviluppando un’intensa indagine che si è conclusa nella prima mattinata con l’esecuzione di dieci misure cautelari emesse dal gip del Tribunale di Agrigento, su richiesta della locale Procura della Repubblica, nei confronti dei componenti del sodalizio, ritenuti responsabili, a vario titolo ed in concorso di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti.
I provvedimenti sono scaturiti da un’intensa attività investigativa, durata oltre un anno, sviluppata attraverso intercettazioni e pedinamenti, che hanno consentito di documentare le modalità di approvvigionamento della marijuana e la successiva capillare cessione al dettaglio tra i giovanissimi, in particolare nelle piazze della movida di Licata, Messina e Catania.
Nel corso delle indagini è stato accertato che il sodalizio, grazie a strette amicizie con personaggi del catanese, era riuscito a smerciare nella piazza etnea complessivamente circa 7 kg. di marijuana. Ancor più rilevante è stato il rinvenimento e sequestro di una piantagione di marijuana individuata in Contrada Giacobbe di Licata, consistente in una serra estesa per circa 3.000 mq., realizzata con rivestimento in plastica opacizzata, all’interno della quale i militari dell’Arma hanno rinvenuto circa 2.800 piante di marijuana dell’altezza media di 4,5 metri.
In totale sono nove le persone colpite da misure cautelari, di cui quattro sottoposte agli arresti domiciliari, quattro al divieto di dimora ed una sottoposta all’obbligo di presentazione alla P.G.
C’e’ anche un sottufficiale della Guardia costiera in servizio a Licata fra i coinvolti nell’operazione dei carabinieri del comando provinciale di Agrigento, coadiuvati nelle attività da unità cinofile dell’Arma. Quattro le persone che sono state poste ai domiciliari, in esecuzione del provvedimento firmato dal Gip del tribunale di Agrigento e richiesto dal sostituto procuratore, titolare del fascicolo di inchiesta, Simona Faga. Si tratta di Marco Cavaleri, 32 anni, di Licata; Agostino Curella, 35 anni, di Licata; Angelo Manganello, 42 anni, originario di Palma di Montechiaro, e il sottoufficiale della Guardia costiera, originario di Messina ma residente a Licata, Marco Ucciardello di 34 anni.
Il divieto di dimora è stato firmato dal gip, invece, per altri quattro indagati: due italiani, un marocchino e un egiziano regolarmente residenti sempre a Licata. L’obbligo di presentazione alla Pg è stato invece firmato per una licatese trentenne. La marijuana veniva – secondo la ricostruzione dei carabinieri e della Procura – smerciata a Licata. Ma grazie all’ottima qualità e alle conoscenze o amicizie venivano rifornite anche le piazze della movida di Catania e Messina dove la droga giungeva in macchina.




