Operazione Jannah, i due jihadisti arrestati volevano raggiungere il “martirio”

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Operazione Jannah, secondo i pm Giuseppe Frittitta e Ossama Ghafir, i due giovani “lupi solitari” arrestati all’alba di oggi dalla Digos di Palermo, discutevano su quale era il modo migliore per raggiungere il martirio.

“Da un lato Ghafir sottolineava l’efficacia di tale azione quale ‘migliore tattica’ per raggiungere l’obiettivo – dicono i magistrati – dall’altro lato Frittitta ammetteva la correttezza dell’azione solo ‘nel caso in cui fare ciò porterebbe a perdite immense del nemico e demoralizzazione immensa'”.

Il palermitano Giuseppe Frittitta parlando con l’amico e sodale Ossama Ghafir gli riferiva “che aspirava al martirio che farsi esplodere era una azione riservata a pochi eletti, posto che erano in tanti quelli che desideravano sacrificare la propria vita per la causa”.

E Ghafir, come dicono i pm, “rispondeva che lui avrebbe potuto godere di una preferenza in quanto soggetto malato”. Lo stesso Frittitta “confermava quanto appena riferito dall’amico e sottolineava, al riguardo, di aver visionato diversi video dove alcuni miliziani in sedia a rotelle si erano fatti avanti per la causa, nonostante la loro condizione precaria”.

Particolarmente dure le parole dell’islamista di Villabate. “Che Allah punisca i miscredenti con il fuoco ardente” – diceva Giuseppe Frittitta, alias ‘Yusuf’ durante una conversazione, registrata dalla polizia.

Il 26enne siciliano  prima di salutare il suo interlocutore gli chiedeva di pregare affinché lui potesse avere la vittoria sui miscredenti nei cui confronti rivolge le seguenti parole: “Che Allah li ricompensi con il più basso del naar (trad. fuoco ardente)” e ancora “vorrei accarezzare le loro gole con quello”, cioè con il coltello che portava sempre con se”.

Da oggi i desideri di morte, grazie agli investigatori della Digos di Palermo, potranno far loro compagnia in una cella di un penitenziario italiano.