Operazione New Connection, gli affari degli “scappati” dopo la morte di Riina

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Gli agenti della squadra mobile palermitana, del Servizio centrale operativo e dell’Fbi di New York, protagonisti dell’operazione New Connection, hanno ricostruito le relazioni esistenti tra gli uomini della mafia nel capoluogo siciliano e gli appartenenti alla criminalità organizzata statunitense (“la cosa nostra”), con particolare riferimento alla potente Gambino Crime Family di New York.

Tra gli arrestati, spiccano le figure di Tommaso Inzerillo e del cugino Francesco. Decimati durante la seconda guerra di mafia dai “viddani” della fazione corleonese di Totò Riina, gli Inzerillo erano stati costretti, subito dopo l’omicidio di Salvatore Inzerillo nel 1981, a fuggire negli Stati Uniti per avere salva la vita.

Rientrati in Italia nei primi anni del 2000, Tommaso e Francesco Inzerillo sono riusciti a stabilire un equilibrio con alcuni tra gli ultimi esponenti del gruppo avverso ancora in libertà, i fratelli Gaetano e Giuseppe Sansone, e a ricostruire le fila della famiglia mafiosa di Passo di Rigano. Da allora è iniziata una ascesa criminale con l’obiettivo di riconquistare l’antico ruolo di leadership all’interno di cosa nostra, che era andato perduto con la sanguinosa vittoria dei corleonesi sulle famiglie mafiose palermitane.

Grazie ad una fitta rete di complici, tra cui Giuseppe Spatola, genero di Tommaso Inzerillo e Alessandro Mannino, già uomo d’onore della medesima famiglia mafiosa, gli Inzerillo avrebbero esercitato un ferreo controllo del territorio di riferimento condizionandone il tessuto economico.

Tramite Spatola e Gabriele Militello, Tommaso Inzerillo, secondo quanto ricostruito dagli investigatori, imponeva la fornitura di prodotti alimentari; ad Antonino Fanara avrebbe affidato il settore dei giochi e la gestione delle agenzie di scommesse abusive on line; mentre Antonino Lo Presti interveniva come mediatore in alcune vicende estorsive; tante situazioni, in definitiva, ruotavano intorno agli Inzerillo che venivano considerati dai residenti dei punti di riferimento per risolvere anche questioni di carattere privato e non collegati a vicende criminali.

Altro personaggio “di assoluta caratura criminale”, secondo gli investigatori, è Giovanni Buscemi. Scarcerato dopo 24 anni di detenzione per associazione mafiosa e omicidio, Buscemi si sarebbe immediatamente riproposto nel panorama mafioso palermitano, pretendendo un ruolo consono ai suoi rilevanti trascorsi.

Ed infatti, solo pochissime settimane dopo la sua scarcerazione, avrebbe preso parte, in qualità di rappresentate del mandamento mafioso di Passo di Rigano, alla riunione tenutasi a Palermo il 29 maggio 2018, alla quale hanno partecipato numerosi capi dei mandamenti mafiosi palermitani per discutere e approvare le regole del funzionamento della commissione provinciale di cosa nostra e delle dinamiche fra i mandamenti.

Le indagini hanno, inoltre, consentito di documentare stabili relazioni tra gli uomini d’onore di Passo di Rigano e soggetti appartenenti alla potente Gambino Crime Family di New York: si tratta, in particolare, del noto Frank Calì, recentemente ucciso, e di Thomas Gambino, cittadino americano considerato dal Federal Bureau of Investigation elemento di rilievo della famiglia Gambino, che rappresenta, secondo le attuali indagini, un importante anello di collegamento tra le organizzazioni criminali delle due sponde dell’oceano; mentre per il mandamento di Passo di Rigano si occupavano dei contatti americani Simone e Calogero Zito.

I due, in particolare Calogero, sarebbero stati artefici dell’elezione di Salvatore Gambino alla carica di sindaco del Comune di Torretta condizionando, alla conclusione della tornata elettorale del giugno 2018, la formazione del consiglio comunale ed il conferimento degli incarichi di amministrazione.