Operazione “Nuova alba”, decapitato il clan di Bagheria

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Decapitato il clan di Bagheria, torna in cella un boss scarcerato pochi mesi fa, Giuseppe Scaduto, tra i promotori del tentativo di riorganizzazione della cupola. E’ stata battezzata “Nuova alba” l’operazione antimafia del Comando provinciale dei carabinieri di Palermo hanno dato esecuzione a un’ordinanza di custodia cautelare in carcere che, sulla base dell’attività investigativa dei militari della Compagnia di Bagheria, è stata emessa dal Gip di Palermo, su richiesta della Direzione distrettuale antimafia, nei confronti di 16 persone accusate di associazione di tipo mafioso ed estorsione aggravata. Impegnati oltre cento carabinieri, con l’ausilio di unità cinofile e di un elicottero del nono Nucleo di Palermo.

Fatta luce su numerose estorsioni compiute da esponenti apicali del mandamento mafioso di Bagheria ai danni di imprenditori locali i quali, operanti nel settore edile e nella fornitura di acqua minerale, sono stati costretti a consegnare ingenti somme di denaro a titolo di “pizzo” o ad assumere soggetti contigui all’organizzazione mafiosa.

Tra gli arrestati Giuseppe Scaduto, già arrestato nel 2008 nell’ambito dell’operazione “Perseo”, quando – al vertice del mandamento mafioso di Bagheria – è emerso per il ruolo di promotore nella ricostruzione della Commissione provinciale di Cosa nostra e, dallo scorso aprile, tornato in libertà dopo un lungo periodo di detenzione.

Avrebbe commissionato l’omicidio della sorella di un affiliato “colpevole” di volere cambiare vita e di essersi innamorata di un maresciallo dei carabinieri.Il provvedimento è stato notificato in carcere a Giacinto Di Salvo altro esponente di spicco della consorteria mafiosa, già a capo del Mandamento mafioso di Bagheria dal 2011 fino al maggio 2013, quando venne arrestato nell’ambito dell’indagine denominata “Argo”.

Le indagini avevano permesso di ricostruirne l’ascesa da capo famiglia a quello di reggente e cassiere del Mandamento di Bagheria. Nel medesimo contesto, è stato arrestato Giovanni Trapani ritenuto fino al 2010 a capo della famiglia mafiosa di Ficarazzi, destinatario di misura cautelare nell’ambito dell’operazione denominata “Iron Men”.

Colpiti dal provvedimento anche i vertici storici della famiglia mafiosa di Altavilla Milicia, come Franco Lombardo, ritenuto a capo della famiglia mafiosa di Altavilla Milicia tra il 2011 e l’ottobre 2012 e, per breve periodo, reggente del Mandamento di Bagheria, nonché Michele Modica, a capo della cosca di Altavilla Milicia fino al giugno 2014, quando venne arrestato nell’ambito dell’indagine “Reset”. Per alcuni degli indagati, già detenuti, il provvedimento è stato notificato nelle carceri di Palermo, Tolmezzo e Prato.