Palermo: abuso d’ufficio il Capodanno 2013 con Max Gazzè, quattro assolti

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Tutti assolti i quattro imputati del processo che riguardava l’organizzazione della serata in piazza per il Capodanno 2014: lo ha deciso la terza sezione del Tribunale di Palermo, che ha accolto la richiesta della difesa, anticipata da un’analoga proposta di assoluzione da parte dello stesso pm Enrico Bologna.

Scagionati così tre dipendenti del Comune di Palermo: Ferdinando Ania, che era allora dirigente del servizio Attività culturali, Francesca Ciancimino, componente dello staff del dirigente e il funzionario Salvatore Tallarita. Ai tre, che rispondevano di abuso d’ufficio, si era aggiunto l’imprenditore Manfredi Lombardo, imputato di falso e anche lui oggi assolto.

Contro di loro era stato presentato un esposto da parte di Andrea Peria Giaconia, titolare della società Terzo Millennio (parte civile nel processo), che fu esclusa dalla gara per l’evento, dopo che c’era stato un primo contatto. L’organizzazione se la aggiudicò invece Lombardo, con la società Levana, che poi tenne un evento a cui parteciparono migliaia di palermitani, andati nella centralissima piazza Politeama ad assistere a un concerto di Max Gazzè. La vicenda aveva avuto anche una coda al Tar, a cui si era rivolto Peria, ottenendo il diritto al risarcimento del danno da parte dell’amministrazione comunale guidata da Leoluca Orlando.

L’affidamento dell’appalto per lo spettacolo del Capodanno 2014, che si svolse il 31 dicembre del 2013 in piazza Politeama, secondo il Tar di Palermo sarebbe stato illegittimo. La vicenda è parallela a quella conclusa con l’assoluzione, di fronte al tribunale penale, dei quattro imputati, che rispondevano di abuso d’ufficio (i tre dipendenti del Comune) e di falso, l’impresario Manfredi Lombardo, titolare dell’associazione Levana, che poi organizzò lo spettacolo del cantante Max Gazzè. L’altra associazione in lizza era la Terzo Millennio, che aveva proposto Vinicio Capossela.

Le società che ottennero un punteggio valido per aspirare ad aggiudicarsi la gara d’appalto furono quattro. La Levana – secondo i giudici amministrativi – sarebbe dovuta essere esclusa, ma la commissione esaminatrice introdusse un criterio non previsto dall’avviso, il possesso di un “rapporto di esclusiva con l’artista”.

Parte proprio da questo Andrea Peria Giaconia, che nel processo penale era parte civile e aveva chiesto un risarcimento: “C’erano fondate perplessità sull’affidamento”, scrive in una nota il titolare di Terzo Millennio. Tra l’altro il Comune “senza un’apparente ragione aveva persino negato l’accesso agli atti, comportamento censurato dal Tar. Con la sentenza di merito poi era stato censurato anche l’intero affidamento ed era stato riconosciuto alla Terzo Millennio un risarcimento del danno subito. Oggi – conclude la nota – prendiamo atto dell’assoluzione intervenuta in sede penale, vicenda che non influisce sugli aspetti amministrativi già censurati dal Tar. Leggeremo le motivazioni che ci chiariranno il percorso logico assunto dal giudice penale. Le sentenze, a mio giudizio, vanno sempre rispettate e non commentate”. (Agi)