Palermo affonda tra i rifiuti e il pattume, strade e marciapiedi invasi

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L’emergenza rifiuti scoppiata da qualche giorno a Palermo è sotto gli occhi di tutti. Cumuli di rifiuti maleodoranti agli angoli delle strade, marciapiedi vietati ai pedoni invasi dal pattume. I palermitani sono ormai quasi abituati se non addirittura rassegnati. Salvo ricordarsi che a giorni è in programma la scadenza del pagamento della Tari. Per chi la paga; mentre per almeno in 30-40% dei palermitani non è una spesa. Non la pagano.

Montagne di rifiuti in città con la discarica di Bellolampo piena; in attesa di autorizzazioni regionali per la realizzazione di un’altra vasca di contenimento e l’interruzione alla raccolta prima della ripresa ha trasformato la città in un immondezzaio a cielo aperto.

Nonostante l’impegno della Rap, l’azienda a capitale pubblico del comune di Palermo che si occupa della raccolta e del trattamento dei rifiuti, i cumuli d’immondizia giacciono accanto ai cassonetti mentre anche la raccolta differenziata in alcune zone subisce ritardi. Ai rifiuti normali si aggiungono materassi, vecchi mobili, elettrodomestici che la gente abbandona per strada.

Durante il trattamento in discarica dell’immondizia che dovrebbe essere “casalinga” vengono trovate auto accartocciate, pezzi di ciclomotore perfino un’urna cineraria. Molti comuni del Palermitano sono nella stessa situazione.

Il presidente della Rap, Giuseppe Norata dice: “I rifiuti che stiamo raccogliendo vengono abbancati nei piazzali di Bellolampo, per questa ragione sono stato indagato dal Noe. L’emergenza in atto non si risolverà se non arriveranno le autorizzazioni da parte della Regione Siciliana, già due mesi fa avevo annunciato quello che sarebbe accaduto a Palermo, si rischia che la stessa cosa accadra’ presto in tutta la Sicilia”.

L’assessore al ramo, Sergio Marino, predice che entro Natale la città tornerà a una situazione di “normalità” e invita i cittadini a conferire solo immondizia prodotta in uso casalingo. La Rap ha fatto un bando per cercare ditte cui affidare il recupero e lo smaltimento dei rifiuti fuori dalla Sicilia.

I vigili del fuoco sono intervenuti a Palermo durante la notte e fino all’alba per spegnere i cumuli di spazzatura incendiati. L’emergenza rifiuti, come sempre, provoca i roghi delle montagne di immondizia che a volte rendono l’aria irrespirabile oltre ad attirare insetti e topi. Una pratica attuata da gente disperata che però è più nociva delle montagne d’immondizia. Gli interventi sono stati effettuati in via Sperone, via Galvani, via dell’Airone, via Palmerino, via Einaudi, in largo Testa Arrigo, via Costante Girardengo e via Cassarà.

“La situazione rifiuti in città è gravissima, ci sono cumuli di spazzatura di decine e centinaia di metri con le carreggiate stradali invase dal pattume. Le foto che ci mandano i cittadini sono impietose”. Lo dice Igor Gelarda che aggiunge: “la situazione sembra sfuggita di mano e anche in attesa che la spazzatura possa essere inviata fuori dall’Isola, pur con costi altissimi, va dichiarato lo stato di emergenza ambientale in città”. Poi Gelarda punta il dito contro il l’amministrazione comunale. “Le responsabilità del sindaco Orlando – aggiunge – sono enormi, ma a prescindere dalle responsabilità politiche che i cittadini hanno ben chiare, bisogna trovare una soluzione per Palermo martoriata. La spazzatura va rimossa e attuato immediatamente un piano di pulizia e sanificazione di tutta la città”.