Palermo, Antonio Cottone racconta a Maria Elena Boschi: “Prima hanno preso la pizza e poi hanno chiesto il pizzo” Video e Photogallery

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Una visita preannunciata soltanto venerdì e la promessa mantenuta di portare la testimonianza di solidarietà da parte del Partito democratico ai fratelli Antonio, Roberto e Marcello Cottone che hanno saputo dire di No alla richiesta di “pizzo”. Maria Elena Boschi, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega alle Pari Opportunità, una delle esponenti più vicine a Matteo Renzi è arrivata alla pizzeria la Braciera dei fratelli Cottone, poco prima dell’ora di pranzo accompagnata dal sottosegretario Davide Faraone, dal presidente del Pd siciliano Giuseppe Bruno, da Carmelo Miceli, segretario del Pd di Palermo per ascoltare il racconto di chi ha respinto e fatto arrestare gli estorsori.

Antonio Cottone, tra l’altro, da presidente dell’Associazione Pubblici Esercizi di Confcommercio Palermo, è stato lo scorso 21 novembre testimonial di “Legalità Mi Piace!”, la Giornata nazionale promosso ormai da anni da Confcommercio Imprese per l’Italia. Una manifestazione che analizza e denuncia l’entità e le conseguenze dei fenomeni criminali sull’economia reale e sulle imprese. La Giornata promuove e rafforza, come testimonia la storia di Confcommercio, la cultura della legalità e il bisogno dell’impresa di avere garanzie di sicurezza in cui operare, che sono prerequisito fondamentale per la crescita e lo sviluppo. Sul tema delle estorsioni, davanti al ministro dell’Interno Marco Minniti, Antonio Cottone aveva raccontato la sua esperienza di imprenditore che ha deciso di dire No al racket.

Lo stesso racconto Antonio Cottone con i fratelli Roberto e Marcello lo ha replicato a Maria Elena Boschi che appunto è stata ospitata nel locale di via San Lorenzo a Palermo. “Erano le otto di sera del 13 gennaio 2015 – ha detto Antonio Cottone – sono entrati in due per prendere una pizza da portare via. Hanno chiamato mio fratello, e poi si sono avviati verso l’esterno del locale. Venivamo dall’estate a Villa Lampedusa e il riconoscimento del Gambero Rosso ci aveva messo in evidenza, tutto questo ha fatto sì che il nostro locale arrivasse anche all’attenzione dei mafiosi. Hanno detto parole già sentite in tv o lette sui giornali: “Mettiti a posto e cercati un amico, sai come funzionano queste cose…”. Mio fratello, che aveva intuito, li ha fatti mettere a favore di telecamere e ha risposto loro: “Nel 2015, tu mi stai dicendo che vieni mensilmente per chiedermi il pizzo?”; “Bravo, l’hai capito”, hanno risposto i due, che avevano la macchina parcheggiata a una ventina di metri dal ristorante. Nel frattempo – ha continuato Cottone nel ripercorrere quella serata – è arrivato anche l’altro mio fratello che è andato a bloccarli mentre l’altro mio fratello ha chiamato la polizia per dire che avevamo gente che ci chiedeva il pizzo, infine sono arrivato anche io. Mio fratello li ha bloccati nella macchina e io con altri clienti ed amici nostri sono sopraggiunto per dargli una mano. Di fatto, li abbiamo accerchiati e un’altra motocicletta davanti ha bloccato l’automobile con i due a bordo. È arrivata la polizia e gli agenti e li hanno arrestati, per fortuna, non c’è stata alcuna colluttazione e tutto si è concluso in modo diciamo sereno”, ha concluso Cottone.

Maria Elena Boschi ha ascoltato e si è complimentata con i fratelli Antonio, Roberto e Marcello Cottone e poi si è fermata all’interno della pizzeria per il pranzo seduta a tavola con Davide Faraone, Giuseppe Bruno, Carmelo Miceli, Antonio Cottone e lo stato maggiore del Pd di Palermo.