“Prima la speranza dell’aumento delle ore contrattuali, a seguito di un accordo sottoscritto nel novembre 2017, poi la questione della mobilità orizzontale da Reset verso le altre aziende controllate dal Comune, due vicende che viaggiano sullo stesso binario, parte dello stesso accordo, ma alle quali l’Amministrazione comunale ancora oggi non ha dato seguito”. La denuncia arriva da Salvo Barone, segretario generale del sindacato Asia, che minaccia ricorso al giudice del lavoro sulla spinosa vicenda dei dipendenti Reset, la società controllata dal Comune di Palermo che si occupa di servizi e manutenzioni.
“Dopo ben cinque incontri rinviati da parte dell’amministrazione comunale e del sindaco – aggiunge Barone – una volta a causa del bilancio non approvato ed un’altra volta per il mancato incontro con Anpal (ex Italia Lavoro), oggi ci siamo stancati e abbiamo attivato la procedura di conciliazione obbligatoria con Reset, dunque se entro giorni l’azienda non risolverà la questione, potremo presentare il ricorso al giudice del lavoro per chiedere l’illegittimità del passaggio da Gesip a Reset e ripristinare quanto tolto ai 1.400 dipendenti. Inoltre – prosegue Barone – effettueremo una verifica sui servizi svolti per il Comune e sugli orari applicati ai lavoratori che, secondo una nostra prima verifica, risultano essere fuori contratto sia di servizio che di lavoro”.




