Palermo capitale dell’efficienza: aspettando Godot? No, il “101” e il “106” linee dei… desideri!

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Vergogna, vergogna, vergogna. Anzi “101” e “106” volte vergogna, parafrasando le due linee del servizio pubblico urbano dell’Amat di Palermo che, sabato sera, hanno preferito darsi alla “latitanza”.

Quanto fiato sprecato da parte del sindaco Leoluca Orlando o dell’assessore di turno, quando invitano i palermitani ad utilizzare i mezzi pubblici e lasciare sotto casa le auto per evitare lo smog, il traffico e gli ingorghi in una città dove, ahinoi, regna sempre più l’inciviltà.

 

“Prendete l’autobus e lasciare le auto a casa”. Sante parole… se a dirle fossero i primi cittadini di Copenhagen o quello di Berlino! Ma, siamo a Palermo, capitale dell’inefficienza. Consiglio per tutti i palermitani che avrebbero il desiderio di utilizzare i mezzi pubblici dell’Amat: non azzardatevi ad attendere alle fermate il sabato sera gli autobus dell’Amat, perchè l’attesa sarebbe inutile, snervante.

 

L’ultima “perla”, si fa per dire, è accaduta sabato sera alle 20,10 alla fermata dell’Amat di via Roma, in prossimità di via Emerico Amari in attesa del passaggio del “101” e “107” due linee che conducono fino a piazza Giovanni Paolo II, ex piazza Alcide De Gasperi.

 

Le lancette dell’orologio scorrono impietose e, all’orizzonte nemmeno l’ombra di un autobus. Sono già le 20,40 e decidiamo di fare a piedi fino alla successiva fermata, quella di via Turati davanti al Teatro Politeama, sperando di essere più fortunati. Da lì passa anche il “106”. Macchè! Serata allucinante, mentre la fermata di affolla di gente in attesa. Finalmente passano in seguenza due “102” e un “806”, ma di “101” e di “106”, nemmeno l’ombra. Latitanti!

 

Ormai la pazienza ha superato ogni limite di sopportazione. L’orologio scandisce le 20,55 e ancora nessun autobus. Decidiamo di percorrere a piedi viale Libertà e di attendere “Godot”, pardon l’autobus dell’Amat, alla prima fermata, anche questa affollata di gente.

 

Sono ormai le 21 e di autobus soltanto il… desiderio. Alle 21,10 si materializza,finalmente il “106”, vettura numero 2044. E’ trascorsa appena un’ora da quando abbiamo deciso di utilizzare il mezzo pubblico suggerito dai nostri amministratori. Chiediamo all’autista il perchè del ritardo e dei tempi così lunghi e ci viene risposto candidamente: “Non so”. Bene, anzi malissimo.

 

Di contro il conducente percorre via Libertà, come se fosse sul circuito di Indianapolis…, senza fermarsi ad alcuna fermata fino a quella in prossimità di piazza Vittorio Veneto, alla Statua, dove scendono alcuni ragazzi. Tenta, addirittura di sorpassare un autobus di linea fermo, ma fortunatamente desiste… Aveva fretta di finire il turno?

 

Arriviamo a piazza Giovanni Paolo II alle ore 21,16, cioè sei minuti più tardi da quando siamo saliti a bordo. Prima di scendere getto lo sguardo indietro per constatare se all’orizzonte ci fosse stato, sarebbe stato un miracolo dell’efficienza Amat, il “101”. Macchè! Soltanto il deserto. Siamo arrivati al capolinea con i nervi a pezzi e pensando agli appelli di Leoluca Orlando e dell’assessore di turno…

 

Post scriptum: Ovviamente per quanto mi è capitato non ho voluto, volontariamente obbliterare il biglietto per protesta (pagare per ricevere un pessimo servizio?) e se, malauguratamente fossero saliti a bordo gli “sceriffi”, leggi “controllori”, avrei loro lanciato loro il “guanto di sfida” con tanto di rimostranza contro la inefficienza dei mezzi pubblici. Alla faccia degli appelli e dei consigli… Ahinoi! Purtroppo abitiamo a Palermo e non a Copenhagen o Berlino. Quant’è lontana l’Europa sognata da Leoluca Orlando…