Palermo capitale italiana della Cultura 2018, Gentiloni: “Diciamo grazie alla città che va verso il futuro”. Gallery

il premier ha annunciato lo stanziamento di fondi Cipe per la realizzazione della biblioteca intitolata a Giorgio la Pira. "Fare una grande biblioteca di studi islamici nel nome di Giorgio La Pira a Palermo è un segno di dialogo di cui abbiamo bisogno. Nel Mediterraneo in questo momento sembra traballare l'ordine garantito". 

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Capitale della Cultura

Il premier Paolo Gentiloni, accompagnato dal ministro dei Beni culturali Dario Franceschini, sono arrivati nel teatro Massimo per la cerimonia d’apertura di Palermo capitale della cultura 2018 alle 11 in punto per la cerimonia di apertura di Palermo Capitale della cultura 2018. Paolo Gentiloni era accompagnato dal sindaco Leoluca Orlando. L’inno nazionale ha dato il via alle iniziative che dureranno tutto l’anno.

Accolto da un applauso, il presidente del Consiglio dei Ministri si è fermato a stringere le mani a diversi sindaci presenti in platea, che hanno chiesto al premier un incontro al termine della cerimonia: “Abbiamo bisogno di parlarle cinque minuti”, hanno detto al premier.

“Palermo è una città che sta cambiando, che va verso il futuro, è l’occasione, per noi, per dire grazie a questa città”, ha detto il premier Paolo Gentiloni al Teatro Massimo di Palermo. “Grazie a Palermo da parte di tutti gli italiani che sono orgogliosi di questa città – ha aggiunto Gentiloni -. Lo dico perché questo sentimento di rinascita, con delle straordinarie radici di culture e civiltà, è un sentimento che fa bene alla Sicilia e all’Italia”.

“Credo che non sfugga a nessuno di noi l’importanza di questa apertura di quest’anno in cui Palermo è capitale italiana della cultura – ha detto ancora Gentiloni – ma è una occasione per tutti gli italiani. Ad alcuni non sfugge la realtà di una città che ha sofferto e che non ha del tutto superato le difficoltà sociali, che è stata anche al centro di lutti e minacce, costretta a convivere con stereotipi a livello italiano e internazionale”.

“Palermo è una città che sa stare al mondo. Guai a rinunciare alla propria storia, né le nostre radici possono essere dei muri per chiuderci fuori dal resto del mondo. Le nostre radici ci consentono al contrario di dialogare con gli altri popoli”, ha affermato il primo ministro Paolo Gentiloni, “è la forza delle nostre radici che ci consente di dialogare senza chiusure e protezionismi. E’ una lezione di questa città, che sarà esaltata dal ruolo di Capitale italiana della Cultura. Sarà un modo per dire ancora una volta che il tesoro su cui molte delle nostre città può contare, che abbiamo ereditato, è un tesoro su cui dobbiamo investire, considerandolo rendita, ricchezza. Il sentimento di rinascita – ha aggiunto Paolo Gentiloni – fa bene alla Sicilia, ma anche all’Italia intera. Dobbiamo investire su questo sentimento. A Palermo si sono sedimentate tutte le culture che l’hanno attraversata. Palermo sa stare al mondo perché non rinnega le proprie radici, la propria identità”.

“La Sicilia, dal G7 di Taormina a Palermo capitale italiana della cultura, rinasce cercando di far fronte ai propri problemi, alle proprie difficoltà. Ci stiamo occupando in queste ore delle emergenze legate all’acqua, ai bacini idrici, stiamo lavorando con le autorità regionali e comunali sulla questione dei rifiuti all’insegna di quella che deve essere la leale collaborazione tra Governo nazionale e istituzioni locali. Non siamo impazziti. Non siamo qui a celebrare Palermo non rendendoci conto dei disagi e delle difficoltà che dobbiamo affrontare, questo però è un modo per rispondere alle difficoltà e per rilanciare la città e la Sicilia intera. Se non lo facciamo investendo sulle nostre qualità in quale altro modo possiamo rilanciare questa straordinaria città e tutta l’Isola?”, ha detto il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

 “Il G7 di Taormina verrà ricordato, oltre che per l’esordio del presidente Trump nei consessi internazionali, perché la meraviglia di quella realtà siciliana e’ stata offerta al mondo in un contesto ben organizzato da ogni punto di vista. In questi grandi appuntamenti avere quel contesto rasserenante e meraviglioso è stato un biglietto da visita internazionale per battere gli stereotipi che purtroppo siamo costretti a combattere per la Sicilia”, ha affermato il premier Gentiloni.

Poi Gentiloni ha annunciato lo stanziamento di fondi Cipe per la realizzazione della biblioteca intitolata a Giorgio la Pira. “Fare una grande biblioteca di studi islamici nel nome di Giorgio La Pira a Palermo è un segno di dialogo di cui abbiamo bisogno. Nel Mediterraneo in questo momento sembra traballare l’ordine garantito”.

“Anche in Sicilia ci sono dati incoraggianti sull’export – ha sottolineato il premier Gentiloni -. Noi abbiamo fatto un lavoro importante in questi anni e non ci sono mai state condizioni più favorevoli di quelle di oggi per investire nel Sud. Chi fa impresa, chi rischia, chi ha capitale da investire, deve sapere che oggi ci sono le migliori condizioni per investire nel Mezzogiorno d’Italia in termini di facilitazione per chi investe, di decontribuzione per i più giovani, in termini di progetti”.

“L’Italia è il terzo investitore globale in Africa, dopo la Cina e gli Emirati Arabi ed è il primo investitore europeo in Africa. E’ un impegno strategico, noi stiamo investendo nel Mediterraneo e nell’Africa perché pensiamo che da questi investimenti possano esserci non solo occasioni di business per le nostre imprese ma i fondamenti per nuovo dialogo e per mantenere la pace. A questo Palermo può dare un contributo straordinario fondandosi sulla propria storia e cultura. Per questo davvero l’Italia ringrazia Palermo”, ha detto il premier Paolo Gentiloni. (ph. massimiliano ferro)