Palermo: cipresso in piazza Politeama al posto dell’abete, gaffe del Comune

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Ma chi glielo porta un cipresso in piazza Politeama, nel centro di Palermo, per festeggiare il Natale? Lo avrebbero messo gli operai del Comune per rimediare ad un problema. ma si sa che le pezze spesso sono peggio del buco. Il cipresso è comparso magicamente ieri sera in piazza davanti al teatro, collocato dagli operai del settore Verde e Giardini del Comune, che dovevano ritirare un abete donato dal distaccamento della forestale di Polizzi Generosa.

Ma mentre si stava caricando l’abete sul camion, l’albero si è danneggiato e a quanto pare qualcuno ha pensato di sostituirlo con un cipresso che era stato abbattuto – perché malato – nel parco della Favorita, a Palermo. Lo avrebbero fatto di loro iniziativa, senza avvertire i superiori, anche se la forestale di Polizzi Generosa un altro albero da donare al Comune l’avrebbe avuto. L’albero, poco natalizio anzi tipico dei cimiteri, è stato messo al centro alla piazza, dove è stato fotografato e postato sui social. Immediatamente una valanga di post e commenti contro il Comune per quel cipresso diventato simbolo di un Natale problematico per tutti contrassegnato dal Covid e dalla ciresi economica diffusa a tutti i livelli. Tra la notte e la mattina, il vice sindaco Fabio Giambrone ha predisposto l’immediata rimozione del cipresso di Natale.

“Siamo molto dispiaciuti per quanto accaduto. Rassicuro gli amanti della tradizione che nell’arco di 48 ore un albero adeguato sarà collocato nella piazza e avverrà gratuitamente come già previsto”, dice l’assesore al Verde Sergio Marino. “Ieri a Polizzi Generosa, durante le operazioni di carico su un mezzo comunale, un abete, donato dalla Forestale al Comune, si è danneggiato. Pensando che non vi fossero altri alberi disponibili – aggiunge Marino – gli operai comunali sono rientrati in città e non volendo lasciare sguarnita la piazza hanno autonomamente deciso di prendere un albero che era stato tagliato all’interno della Favorita in quanto malato. la scelta, compiuta in assoluta buona fede, si è rivelata non consona all’evento che vogliamo celebrare e, d’intesa con il sindaco, si è deciso di chiedere la rimozione dell’albero. Domani un nuovo albero, più consono alla celebrazione del Natale, sarà preso sulle Madonie e si provvederà alla sua installazione in città”, conclude Marino.

“La posa di un cipresso in piazza Politeama, nel centro di Palermo, è l’ennesimo errore di un’amministrazione comunale distratta, oltre che sorda”. Lo dice Francesco Scarpinato, capo gruppo di Fratelli d’Italia a palazzo delle Aquile. “Il Natale è sempre stato un momento magico per tantissimi palermitani e l’albero di piazza Politeama quest’anno, con la pandemia che ha dilaniato il tessuto economico e sociale della città, poteva e doveva lanciare messaggi augurali di speranza – aggiunge Scarpinato -. Il cipresso è stato rimosso, ma il messaggio che purtroppo è arrivato ai cittadini ha posto l’accento sul modus operandi che connota l’amministrazione Orlando. Invito l’amministrazione a cambiare rotta pensando alle innumerevoli emergenze che attanagliano la nostra citta’ a partire dall’eliminazione della Ztl. Ma al sindaco e alla sua giunta chiediamo di correggere le scelte operate in vista della discussione sul bilancio con i tagli alle partecipate che preludono alla diminuzione di servizi”, conclude Scarpinato. “Dona anche tu il tuo albero di Natale al comune di Palermo” è l’appello che lancia il capogruppo della Lega al comune Igor Gelarda che aggiunge: “il comune non è in grado di collocare neanche un albero di Natale in piazza. Cosa è successo al famoso cipresso di Natale di Palermo? E’ stato rimosso o rubato? E’ stato forse vittima di un complotto?”, si chiede ironicamente l’esponente del Carroccio. “A questo punto – dice Gelarda – siano i cittadini ad evitare che la città resti senza albero di Natale. Portiamo i nostri alberelli in piazza, ecologici, perche’ alberi veri non ne vogliamo abbattere. Aiutiamo il sindaco Orlando per il penultimo Natale, da sindaco di Palermo”, conclude.