Palermo: “Condividere per moltiplicare”, la magia dei libri a Piazzetta Bagnasco

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Non la classica presentazione di un libro, ma la condivisione del viaggio emotivo compiuto attraverso la lettura dei testi che sono stati fondamentali per la propria formazione. Questo il senso del progetto “Condividere per moltiplicare” che l’associazione Piazzetta Bagnasco ha deciso di promuovere nell’ambito delle iniziative che stanno animando  l’omonima  piazzetta trasformata per l’occasione in salotto letterario, con il sostegno di Cappadonia.

A dare il via al ciclo di incontri, giovedì 11, dalle 19 alle 20, sarà il professore Vincenzo Lima – la cui passione per il cinema e la filosofia lo ha portato a riunirle in un rapporto simbiotico,  generando appunto la cinefilosofia  –  che condurrà in un mondo nel quale le differenze culturali affondano le loro radici in diversità geografiche, ecologiche e territoriali sostanzialmente legate al caso. “Armi, acciaio e malattie” il libro che offrirà numerosi spunti di riflessione e confronto attraverso l’affascinante analisi interdisciplinare di Jared Diamond che cerca di capire perché sono stati gli europei a scoprire l’America e non i nativi americani a scoprire l’Europa.

Anche e soprattutto attraverso un libro si può innalzare in modo armonioso e partecipato la qualità della vita dei cittadini, contribuendo alla crescita del capitale civico – spiega il presidente dell’associazione Piazzetta Bagnasco Donato Didonna -. La nostra è una realtà composta da commercianti, professionisti dello scambio di beni e servizi. Naturale, quindi, ispirarci a quanto affermava uno dei padri della Costituzione americana come Thomas Jefferson: “Se due persone si scambiano un dollaro, si ritrovano con un dollaro a testa. Se due persone si scambiano un’idea, si ritrovano con due idee in testa”.  

Condividere per moltiplicare” è una delle tappe di questo nostro percorso, alla cui crescita contribuiranno docenti, professionisti e imprenditori capaci di parlare e appassionare un pubblico variegato, presentando non un qualunque libro, ma quel libro che è stato determinante per la loro formazione”.