Palermo, Confcommercio chiede incontro urgente a Rfi, Tecnis e Comune

0
19
cantieri tecnis al porto

 

Palermo in ginocchio per i numerosi cantieri di lavoro: per questa ragione, la presidente di Confcommercio Palermo ha chiesto un incontro urgente ai vertici di Rfi, a Tecnis e al vice sindaco Emilio Arcuri, che ha la delega alle Infrastrutture, per la lentezza dell’andamento dei lavori per la realizzazione dell’anello ferroviario sotterraneo che sta, al momento, interessando l’asse di via Emerico Amari/Piazza Politeama e via Lazio/via Sicilia.

“Da oltre un anno chiediamo tempi certi e la possibilità di prevedere indennizzi in favore degli esercenti che si trovano in prossimità di questi cantieri – scrive Patrizia Di Dio -. Ci sembra che ad oggi nessuna di queste richieste abbia trovato accoglimento. Chiediamo il rispetto di coloro che vedono calpestati i propri diritti di fare impresa e che versano in una preoccupante e grave situazione. Le attività patiscono oggettivi disagi e difficilmente saranno in grado di resistere per molto tempo e ciò è drammaticamente inaccettabile”.

“Il crono programma, a suo tempo condiviso dall’amministrazione comunale e da Rfi/Tecnis – sottolinea Patrizia Di Dio – è ormai saltato da tempo e non abbiamo notizie o aggiornamenti in merito ad una sua possibile rielaborazione. Da mesi non abbiamo notizie e non possiamo dare risposte a chi invoca aiuto o chiede semplicemente e, soprattutto, più che legittimamente, di essere aggiornato per pianificare le attività della propria impresa, oltre che garanzie sulla sicurezza dei luoghi dopo alcuni incresciosi episodi. Ribadiamo inoltre – precisa Di Dio – la richiesta di sostenere gli esercenti annullando o riducendo il peso dei tributi locali”.

“A tutto questo si aggiunge la preoccupazione per la situazione di caos lungo l’asse del Porto, insostenibile per il commercio e per la stessa città – continua Patrizia Di Dio – anche in considerazione che nei prossimi giorni sembrerebbe prevista la chiusura di una carreggiata di via Crispi. Riteniamo che su questo fronte dovrebbe essere scontato uno slittamento della chiusura fino a quando non sarà risolta la situazione di emergenza nell’accesso al porto e fino a quando non sarà ridotto il flusso di turisti di rientro dalle ferie estive. Non comprendiamo, infatti – conclude Patrizia Di Dio – il sorgere di ulteriori cantieri, quando quelli attualmente aperti sono già disertati dai lavoratori della Tecnis e per i quali, se a breve non si sarà in grado di garantire tempi adeguati e certi, con il giusto recupero del tempo perso nel frattempo per i problemi della stessa Tecnis, sarebbe più che opportuno chiedere il ripristino dei luoghi, in attesa che vengano attuate le indispensabili e più che legittime garanzie a tutela delle attività che insistono in queste aree”.