Palermo: decimo giorno di digiuno per Biagio Conte che si incatena i piedi

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Decimo giorno di digiuno e preghiera di Biagio Conte, il missionario laico di Palermo, che protesta contro il rischio di espulsione di Paul. Il ghanese, da 17 anni a Palermo, da 10 è a servizio della Missione speranza e carità, la cittadella dei poveri fondata da fratel Biagio 25 anni fa e che a settembre ha ospitato a pranzo Papa Francesco.

Il missionario e Paul, che hanno sistemato un giaciglio a Brancaccio, nel luogo dove è stato ucciso dalla mafia padre Pino Puglisi, si sono messi le catene alle caviglie, come gli schiavi.

“Non possiamo dimenticare la storia – scrive in un messaggio Biagio Conte – ci sono ancora dei solchi profondi degli anni della schiavitù, della deportazione. In questo periodo vi è un ritorno alla sopraffazione e alla disumanizzazione. Negli anni passati avevamo superato questo periodo negativo della storia, nelle nostre coscienze era maturato un cambiamento. Ma in questi ultimi tempi c’e’ stato un ritorno ai tempi bui”.

E pensando a Paul e ai tanti come lui, aggiunge: “I nuovi profughi, scappano per cercare una terra promessa, un luogo dove ricominciare. Adesso dopo anni e dopo aver ricevuto e nutrito una speranza, a tanti fratelli che stavano ricostruendo la loro vita si rischia di togliere tutto, con metodi (leggi) ingiusti che oggi ci riportano a una nuova schiavitu’, ad una nuova tratta. Li stiamo giudicando annientando, condannandoli a rientrare forzatamente nei loro Paesi”. (AGI)