Palermo delle donne, Stefano Zecchi interviene su “Il mondo salverà la bellezza”

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La bellezza salverà il mondo. E’ il principe Miškin nell’Idiota di Dostoevskij, a crederci, ma sono in tanti ad affermarlo: storici dell’arte e filosofi, medici ed economisti, teologi e artisti, di recente Papa Francesco ha mutuato la frase in una differenza sottile, “La bellezza educherà il mondo” ripete.

Oggi si avverte l’esigenza di fare chiarezza su cosa sia bellezza. L’argomento è un tema costante di discussione perché il significato della bellezza è fondamentale per comprendere il senso della vita nella sua forza progettuale, nella sua disponibilità ad aprirsi al futuro. Chi lo afferma è un filosofo, accademico, scrittore e giornalista come Stefano Zecchi che ha sentito il bisogno di fondare l’I.I.S.B.E. (Istituto Internazionale di Scienza della Bellezza) di Milano. Ascoltarlo offrirà di certo spunti importanti. Zecchi sarà lunedì 20, alle 17, all’oratorio dei SS. Elena e Costantino (piazza della Vittoria, sede della Fondazione Federico II), ospite di Palermo delle Donne – con grande ironia, ha capovolto il tema, decidendo di porsi e porre una domanda, “Il mondo salverà la bellezza?”. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Introduce Patrizia Monterosso, direttore generale della Fondazione Federico II. “Il tema  – afferma – pone l’urgenza sulla riflessione di quale sia la cura che la  società contemporanea dedichi all’arte (in tutte le sue declinazioni) e alla cultura. Certamente il quesito non tralascia le questioni del restauro e di una fruizione piena e reale dei beni culturali.  La Fondazione Federico II ritiene come proprio dovere e obiettivo porre tali questioni, tenuto conto che uno degli obiettivi che persegue è la valorizzazione del patrimonio culturale del territorio siciliano”.

A Palazzo Sant’Elia installazione di Domenico Pellegrino 

Lo stesso giorno, alle 19 a Palazzo Sant’Elia (via Maqueda 81) si presenta un’installazione inedita di Domenico Pellegrino, una “Frida Kahlo” che inaugura un ciclo di “Iconic Woman”.

I loro volti sono simboli della nostra cultura contemporanea, sono icone dell’arte o del cinema, donne che hanno compiuto gesta eroiche o inciso canzoni indimenticabili per una generazione, scrittrici, dive del cinema, del porno, icone di stile, sportive, sregolate. Eleganti e sorridenti, seduttrici e inquiete, solitarie e tristi, coraggiose e ribelli, divertenti e irriverenti, sono le donne icone della cultura pop del ‘900. Domenico Pellegrino ridisegna i volti delle donne-icone di un’epoca, trasformandole in “madonne” luminose, molto pop, e consegnando al visitatore una immagine brillante e positiva, sottendendo una puntuale riflessione sul ruolo della donna nella cultura e nella società di oggi. La prima è Frida Kahlo, che rappresenta solo, se stessa in ogni sua sfumatura e sfaccettatura.

“Ero solita pensare di essere la persona più strana del mondo ma poi ho pensato; ci sono così tante persone nel mondo, ci dev’essere qualcuna proprio come me, che si sente bizzarra e difettosa nello stesso modo in cui mi sento io”. (Frida Kahlo)