Palermo: è da rifare il piano di riequilibrio per salvare il Comune dal dissesto

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palazzo delle aquile

La proposta di piano di riequilibrio presentata dell’amministrazione comunale di Palermo va riformulata. Sarebbero troppe le criticità. Il voto favorevole al piano da parte del consiglio comunale è indispensabile per evitare il default del comune.  E’ quello che emerge dal consiglio comunale, svolto oggi on line, nel corso del quale il sindaco Leoluca Orlando è intervenuto per illustrare la situazione e per informare che ci sono le condizioni per modificare una serie di interventi previsti in precedenza.

Il piano di riequilibrio proposto da Orlando, con il parere contrario del ragioniere generale e del collegio dei revisori e che tante polemiche aveva sollevato nelle scorse settimane, continua a non convincere gran parte dei consiglieri. A partire dal fatto che per esempio è in atto un contenzioso con Amat, l’azienda del trasporto pubblico, che chiede di avere oltre 110 milioni, con i revisori del comune che sostengono la necessità di chiudere la questione con una transazione da chiudere prima della presentazione al consiglio della nuova proposta di piano di riequilibrio.

Anche sulla riscossione dei tributi non ci sarebbe chiarezza: l’amministrazione comunale sostiene di poter arrivare al 75% mentre adesso siamo al 48%. Così come perplessità ci sarebbero sulla vendita delle quote Gesap, la società che gestisce l’aeroporto ‘Falcone Borsellino’ di Palermo, anche se esiste una delibera del 2013 che autorizza il sindaco a vendere.

“Il consiglio comunale – spiega il presidente Totò Orlando – ritengo che abbia mostrato senso di responsabilità ed è pronto a governare il processo, ma sulle criticità sollevate non sono arrivate  risposte chiare. Siamo certi che il sindaco e la giunta come detto procederanno alla necessaria una rimodulazione della proposta”. L’ultima parola spetta sempre all’assemblea di Sala delle Lapidi che adesso attende che Orlando e la sua giunta facciano le indispensabili modifiche.

Si pensa a un tavolo aperto a tutte le forze politiche per correggere la rotta entro il termine del 31 gennaio, quando la città di Palermo potrebbe trovarsi in una situazione di crac, di dissesto, se il Consiglio comunale non approverà il piano di riequilibrio per permettere a Palazzo delle Aquile di attivare quello che tecnicamente è chiamato pre dissesto. Tante le questioni aperte: Gesap, personale, conti delle aziende comunali, persino l’esistenza delle circoscrizioni. L’amministrazione comunale, nell’ambito del piano di riequilibrio presentato, prevede nuove assunzioni per gli anni a venire in modo da rafforzare gli uffici strategici, a partire da quelli che si occupano di tributi. Con la speranza di aumentare gli introiti. Sul personale è arrivata la proposta di Mattaliano, Gelarda ed altri consiglieri comunali di convocare un tavolo tecnico per capire assieme come potenziare le prestazioni dei dipendenti, anche aumentando le ore di quelli che ora si trovano in part time, considerato che oggi l’aumento delle ore è previsto per categorie superiori.

L’obiettivo resta quello di migliorare il funzionamento della macchina comunale, valorizzando il personale dipendente. Ma un altro nodo sono i servizi a tariffa, come quelli relativi all’uso degli impianti sportivi. “Siamo pronti a dialogare con tutti per quello che mi compete”, dice il vice sindaco Fabio Giambrone, che ha la delega al personale. Orlando sa bene di non aver più la sua maggioranza a Sala delle Lapidi e quindi, incassate le critiche, si apre al dialogo.

Nel frattempo, sarebbe indispensabile capire quali e quanti saranno i fondi in arrivo dal governo nazionale con la legge di bilancio dello Stato votata a fine dicembre. Milioni di euro fondamentali per tenere in piedi il comune.  Nel frattempo, si è scoperto soltanto oggi che il Comune avrebbe usato parte dei fondi destinati ai ristori per tenere a galla le casse. Intanto, restano appena 13 giorni per salvare il Palermo dal dissesto, che sarebbe una vera iattura per la città e per i palermitani.