“Conoscevo Giuseppe Bevilacqua, faccio il politico da molto tempo. E’ normale per me avere rapporti con le persone. In alcune occasioni, ho parlato con lui della sua delusione per non essere stato eletto al Comune. Gli proposi un ruolo da dirigente nel partito Grande sud. Non gli ho mai chiesto voti”.
Si è difeso così l’ex deputato regionale Franco Mineo che in mattinata si è sottoposto all’esame del pm Amelia Luise, nel processo in cui è accusato di corruzione elettorale assieme a Nino Dina (anche lui ex deputato) e altre 22 persone.
Al centro della ricostruzione dei pubblici ministeri Amelia Luise e Annamaria Picozzi, c’è Giuseppe Bevilacqua – tra gli imputati – primo dei non eletti alla carica di consigliere comunale a Palermo alle elezioni del 2012, che avrebbe messo a disposizione le proprie preferenze chiedendo, come corrispettivo, favori, finanziamenti per le proprie associazioni, alcune di volontariato, incarichi professionali per sé e i suoi amici.
Il pm ha chiesto a Mineo, interrogato davanti alla quinta sezione del tribunale di Palermo, il significato di un’intercettazione, fatta nei mesi precedenti alle elezioni regionali del 2012, in cui l’ex deputato dice a Bevilacqua: “Il tuo impegno per me sarà premiato con uno dei due incarichi che ti ho detto”. “Parlavo della vicesegreteria cittadina o provinciale del partito Grande sud che stavo strutturando – ha spiegato – Non stavo chiedendo consensi”. (ANSA)