Palermo: il direttore artistico del Teatro Savio denuncia la richiesta di “pizzo”

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Mille euro per mettersi a posto con i boss della zona. Erano in due a viso scoperto, con un modo di fare arrogante e prepotente di chi pretende qualcosa come “dovuto”, ti dicono che “devi metterti in regola”, che “devi stare attento”. Parole che sanno di minaccia, “accompagnate” da due schiaffetti sul viso. Il direttore artistico del teatro Savio a Palermo, gestito dai salesiani dell’istituto Gesù adolescente, Francesco Giacalone, ha denunciato di essere stato fermato da due persone per strada che gli avrebbero chiesto di “mettersi a posto versando mille euro”, cioè di pagare il “pizzo”.

Con don Giovanni Lo Grande, scrive il Giornale di Sicilia, responsabile del teatro, Giacalone ha denunciato l’episodio ai carabinieri. Anche nel 2008 il direttore artistico denunciò tentativi di estorsione ai danni del teatro.

“Una scelta importante che è segnale di speranza e di fiducia nella legalità e nelle istituzioni. A Francesco Giacalone va la massima solidarietà nei prossimi lo giorni incontrerò di persona per mostrargli la totale condivisione e vicinanza dell’amministrazione comunale”, commenta il sindaco Leoluca Orlando.

“A nome di Confcommercio Palermo e assieme al presidente Andrea Peria dell’associazione Anec, che rappresenta le sale cinematografiche aderente a Confcommercio, esprimo la solidarietà a Francesco Giacalone, che con coraggio e determinazione ha denunciato il racket del pizzo”. Lo afferma Patrizia Di Dio, presidente Confcommercio Palermo, che sottolinea: “Il comportamento tenuto da Giacalone deve essere da esempio per tutti gli imprenditori che portano avanti le loro attività con sacrificio e passione nel segno di una legalità vera e concreta”.

Solidarietà e gratitudine a Francesco Giacalone e ai salesiani “per il gesto di alto valore civico”, arriva anche dai dai parlamentari nazionali di Palermo, Roberta Alaimo, Steni Di Piazza, Valentina D’Orso, Aldo Penna, Giorgio Trizzino e Adriano Varrica, dal gruppo consiliare al Comune e dai consiglieri di circoscrizione di Palermo. “Sono segnali importanti di cambiamento culturale e di riscatto per Palermo che ci fanno essere orgogliosi del nostro concittadino che ancora una volta ha saputo ribellarsi a un’estorsione mafiosa. Per contrastare la mafia c’è bisogno di esempi come quello di Francesco Giacalone che con il proprio coraggio ci rinnova l’idea che il sacrificio dei martiri della nostra terra non è stato vano”, scrivono nella nota.