Palermo: in manette Pietro Polizzi, candidato al Comune di Forza Italia

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L’accusa è gravissima: scambio elettorale politico-mafioso. E’ finito in carcere Pietro Polizzi, 52 anni, impiegato di Riscossione Sicilia ma soprattutto candidato al consiglio comunale di Palermo nelle liste di Forza Italia nelle elezioni del prossimo 12 giugno, già consigliere provinciale, eletto allora nell’Udc. Arrestato anche Agostino Sansone, fratello di Gaetano, proprietario della villa di Via Bernini in cui Riina passò gli ultimi mesi prima dell’arresto nel 1993 e un suo collaboratore Manlio Porretto.

Le indagini della Polizia hanno portato al riscontro di conversazioni dalle quali emergerebbe con chiarezza il “patto elettorale” stretto tra l’esponente di Forza Italia e Sansone. Contro l’aspirante consigliere comunale ci sarebbero alcune intercettazioni ambientali che hanno indotto la Procura a chiedere la misura della custodia cautelare in carcere. L’inchiesta, realizzata nell’arco di un mese, è coordinata dal procuratore aggiunto Paolo Guido e dai pm Scaletta e Antoci. La Procura di Palermo ha chiesto e ottenuto in un tempo record l’arresto di Pietro Polizzi perché serviva un “intervento urgente”, si legge nella richiesta di custodia cautelare, “atto a scongiurare il pericolo che il diritto-dovere del voto, per le imminenti elezioni amministrative del 12 giugno, sia definitivamente trasfigurato in merce di scambio assoggettata al condizionamento e all’intimidazione del potere mafioso”.

Secondo la Procura, Pietro Polizzi per essere eletto, lo scorso 10 maggio nel corso di un incontro, avrebbe stretto un patto con i boss dell’Uditore, i costruttori Sansone, storici alleati del capomafia Totò Riina che ospitarono il padrino di Corleone in una delle loro ville nell’ultimo periodo della latitanza.

Sansone era sotto intercettazione della Polizia e gli investigatori hanno potuto ascoltare in diretta la promessa di sostegno alle elezioni comunali di domenica prossima in cambio dell’assicurazione del supporto da parte di Pietro Polizzi. In meno di due settimane i pm, coordinati dall’aggiunto Paolo Guido, hanno chiesto la misura cautelare.

Gli investigatori hanno perquisito l’abitazione e gli uffici del costruttore Agostino Sansone, in via Bernini. Agostino Sansone è fratello di Gaetano e Giuseppe. Noti costruttori con la passione per la politica, erano gli imprenditori di riferimento di Riina nel campo dell’edilizia. Proprietari di un patrimonio enorme, solo in parte confiscato, negli anni sono stati arrestati per mafia. Agostino Sansone ha scontato una condanna per associazione mafiosa.