Palermo, la professoressa Dell’Aria: “Mi sento confortata da tanta solidarietà”

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“Mi sento più confortata perché nonostante il dispiacere e l’amarezza che rimangono, ho sentito vicino l’affetto di amici, colleghi, studenti, i quali mi hanno manifestato la loro solidarietà come tante persone che nemmeno conosco. L’affetto e la solidarietà di tutti mi confortano e mi fanno naturalmente enorme piacere”.

Lo dice all’ANSA la professoressa di Italiano e Storia dell’istituto tecnico Vittorio Emanuele III di Palermo Rosa Maria Dell’Aria, sospesa dell’Ufficio scolastico provinciale per due settimane dopo le polemiche suscitate da un lavoro dei suoi studenti che hanno paragonato le leggi razziali di Mussolini al decreto sicurezza.

La docente dice di sentirsi “frastornata dall’esplosione mediatica che i fatti hanno provocato. I giornalisti sono stati tutti gentili nei miei confronti, ma questa esposizione mi ha messo a disagio, ma questo deriva dal mio modo di essere, dal mio carattere riservato”. Commentando le manifestazioni di solidarietà promosse nei suoi confronti ha aggiunto: “Ringrazio tutti, le manifestazioni di solidarietà non possono che farmi piacere perché sono il segno concreto di affetto e di sostegno”.

I legali della docente: ricorso al giudice del lavoro

“Faremo ricorso al giudice del lavoro del tribunale di Palermo”. Lo dicono gli avvocati Fabrizio La Rosa e Alessandro Luna, quest’ultimo è anche figlio della professoressa Rosa Maria Dell’Aria, la docente dell’ istituto tecnico Vittorio Emanuele III, sospesa dall’Ufficio scolastico provinciale.

“Stiamo valutando attentamente tutta la documentazione in nostro possesso – affermano i legali – e già entro dieci giorni depositeremo il ricorso con cui chiederemo l’illegittimità del provvedimento disciplinare. I motivi a supporto del ricorso, al quale allegheremo una corposa documentazione, verteranno sulla tutela dei diritti costituzionalmente garantiti della professoressa Dell’Aria. Desideriamo ringraziare quei colleghi si sono dimostrati solidali e disponibili nei nostri confronti”, concludo gli avvocati.(ANSA)