Palermo: la storica dell’arte Giusi Diana parlerà di design ai Cantieri Culturali

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La critica e storica dell’arte Giusi Diana sarà artefice di una conferenza pubblica dal titolo “Sesso, denaro e body building. Atelier Biagetti tra arte e design”, in programma giovedì 20 settembre nello spazio Cre.Zi.Plus dei Cantieri Culturali della Zisa.

E’ questo il primo di una serie di appuntamenti in anteprima di I-design, in programma dal 26 ottobre al 4 novembre, nell’ambito di Palermo capitale Italiana della cultura e di Manifesta, iniziativa dedicata al design e curata da Daniela Brignone, che ha deciso di ampliare il calendario con tappe di avvicinamento.

Si tratta infatti di vere e proprie finestre sul design con incontri, lezioni e mostre su questo mondo che unisce arte e creatività e ne fa un modo di vivere contemporaneo. La conferenza dedicata ad Atelier Biagetti – il duo milanese formato dall’artista Laura Baldassari e dal designer Alberto Biagetti – apre la serie che sarà poi presentata con una conferenza stampa ad ottobre.

Il titolo della conferenza fa riferimento a Sex, money and body building, una trilogia in tre atti dell’Atelier Biagetti sulle ossessioni contemporanee. Il primo progetto della serie, che fonde design, installazione artistica e performance, curato da Maria Cristina Didero, è stato Body Building del 2015, in cui la riflessione sui miti e le ossessioni della nostra società partiva dall’indagine sul culto della forma fisica. I patinati e ironici oggetti della collezione, inseriti al centro di performance live, erano ispirati all’iconografia del mondo della palestra e del wellness, con un cortocircuito concettuale tra idea di sforzo fisico e di puro godimento estetico.

Proseguendo l’indagine a partire dal corpo, il secondo episodio è stato No Sex del 2016, dove al centro c’era l’ossessione per il sesso e la sua assenza ritenuta patologica, tra negazione e continua allusione. Nel 2017 è stata messa in scena la terza ossessione del nostro tempo, quella per il denaro e, conseguentemente, per il potere. Ha spiegato Giusi Diana: “si tratta di una narrativa immersiva, costruita per scene, figure e oggetti in cui design, performance e installazione danno vita a una contaminazione tra linguaggi che riscrive il rapporto tra funzione ed estetica”.