Palermo, l’aggressione alla troupe di Striscia allo Zen: “Nessuna ogiva nell’auto”

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“Nessuna ogiva nell’auto”. All’interno dell’Audi blindata delle troupe di Striscia la notizia, colpita da una fitta sassaiola allo Zen 2 di Palermo mentre l’inviato Vittorio Brumotti stava realizzando un servizio sullo spaccio di stupefacenti nel quartiere, i carabinieri non hanno trovato alcuna ogiva. Al momento quindi non viene confermato dai militari che contro l’auto sia stato esploso un colpo di carabina.

E’ questo l’esito degli accertamenti eseguiti dai militari nella vettura che si trova nella compagnia di San Lorenzo. L’auto è stata ispezionata in ogni parte, ma non c’era alcuna traccia del colpo d’arma da fuoco, come sostenuto dagli stessi inviati di Striscia la notizia, della trasmissione di Canale 5. Stanno proseguendo le verifiche anche sul video girato dalla troupe televisiva per individuare i responsabili dei danneggiamenti.

Sulla aggressione interviene anche il segretario provinciale dell’Associazione siciliandella Stampa, sindacato unitario dei giornalisti Roberto Ginex: “Quanto accaduto va condannato con fermezza. Violenza inaudita da parte di una criminalità che continua a controllare a vario titolo pezzi di città, come lo Zen che da sempre a Palermo è uno dei luoghi di spaccio. Va anche detto che oggi il confine tra spettacolo e giornalismo rischia di non essere marcato soprattutto dai cittadini-utenti. C’è differenza – aggiunge Ginex – tra chi fa informazione di denuncia attraverso un programma spettacolo e chi fa il giornalista raccontando storie, fatti e persone andando anche sul campo. Un giornalista non deve essere né un attore né un supereroe. Questa storia nasce in modo sbagliato fin dall’inizio, perché un giornalista che sa i fatti e conosce questa città non avrebbe mai agito in modo così azzardato, altra cosa è la sovraesposizione pur di conquistare un attimo di celebrità a tutti i costi. Ma sono certo – conclude Ginex – che non è il caso di Vittorio Brumotti che è molto apprezzato per essere un grande specialista della bicicletta e al quale va il simpatico abbraccio dei giornalisti palermitani che probabilmente mai si sarebbero sognati di andare a sperimentare quel servizio. E non è una questione di schiena dritta”.