Palermo, le rapine ai furgoni carichi di tabacchi erano “studiate”: ecco chi sono gli arrestati

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Una banda agguerrita e pronta a tutto quella sgominata dai Carabinieri di Palermo che hanno arrestato 13 persone. L’operazione è stata condotta grazie alle attività investigative, avviate nell’ottobre 2016, in direzione di un gruppo di palermitani specializzatosi nella commissione di rapine ai furgoni della società Cdt (Centro distribuzione tabacchi srl), incaricata di trasportare tabacchi lavorati presso le rivendite di Palermo e provincia.

Nel corso dell’indagine, sviluppata mediante indagini tecniche e tradizionali, valorizzate da servizi di osservazione e controllo, sono state ricostruite numerose rapine consumate e tentate e delineata la banda. In particolare, le indagini sono partite dopo un tentativo di rapina, avvenuto a fine settembre 2016, in via Pirandello.

Il gruppo criminale agiva con mezzi – alcuni dei quali rubati – e persone già coinvolte in reati specifici. Ogni episodio era preceduto da una fase preparatoria (consistente nella programmazione della strategia che richiedeva continue, adeguate comunicazioni per gli associati e per i complici), dal riepilogo della ripartizione di ruoli e competenze, nonché dalla definizione dei tempi e delle modalità d’intervento; prevedeva che alcuni indagati sovraintendessero alla ripartizione dei ruoli, altri alla decisione sulla opportunità di procedere o meno all’esecuzione dell’azione delittuosa, in ragione del livello di rischio dell’operazione rapportato al presumibile bottino da conseguire; altri si occupavano in concreto del reperimento e della guida dei veicoli rubati, utilizzati per bloccare la marcia dei furgoni carichi di tabacchi, per poi condurli nel luogo deputato al trasbordo della merce dove, ad attenderli, c’erano altri gregari. Quindi, nelle prime ore del mattino, aveva luogo un preliminare incontro tra tutti i componenti della banda, che davano seguito al programma ideato, attivando i meccanismi rodati in precedenti fasi esecutive.

I rapinatori si suddividevano in più macchine, delle quali alcune rubate – uno o più moto e un furgone. Il mezzo del Centro distribuzione tabacchi, inizialmente scortato, veniva atteso nella zona prossima a quella prescelta e veniva poi seguito, in attesa che, dopo un certo numero di consegne alle rivendite, gli autotrasportatori restassero privi della scorta. A quel punto, un’auto rubata tagliava la strada al furgone: dei tre banditi, uno saliva a bordo di quest’ultimo e, minacciando l’autista, lo obbligava a seguire l’altra vettura, nella quale, nel frattempo, era stato sequestrato l’altro fattorino. I due mezzi raggiungevano il furgone della banda, parcheggiato in un luogo defilato per permettere il trasferimento della merce lontano da occhi indiscreti. Terminata l’operazione, l’intero carico veniva trasportato in un altro luogo dove le confezioni di sigarette venivano scaricate ed occultate, per poi essere, evidentemente, piazzate ad uno o più ricettatori. Ovviamente dalle rapine arrivava un congruo profitto per tutti i malviventi. Il gruppo desisteva quando l’auto dell’istituto di vigilanza continuava a scortare ad oltranza il furgone adibito al trasporto dei tabacchi, o quando le vedette dell’associazione individuavano presenze sospette.

Al vertice dell’organizzazione c’erano Cesare Unniemi e Alessandro Cannizzaro che sovrintendevano agli aspetti organizzativi. Gli arrestati sono Alessandro Algeri, 33 anni, custodia cautelare in carcere; Fabio Alvaro Algeri, 28 anni, gia’ detenuto per altra causa, in carcere; Alessandro Cannizzaro, 39 anni, ai domiciliari per altra causa, ora in carcere; Andrea Garofalo, 23 anni, agli arresti domiciliari per altra causa, adesso in carcere; Giuseppe Garofalo, 27 anni, in carcere; Gioacchino Precania, 35 anni, in carcere; Cesare Unniemi, 46 anni, in carcere; Pietro Sanzo, 37 anni, ai domiciliari. Giuseppe Luisi, 44 anni, gia’ detenuto per altra causa, in carcere; Domenico Di Vita, 53 anni, in atto sottoposto alla liberta’ vigilata, arresti domiciliari; Vincenzo Oliva, 53 anni, ai domiciliari; Roberto Ferrante, 48 anni, in carcere; Giovanni Puccio, 23 anni, ai domiciliari.

“Dopo il blitz di mafia siamo andati a colpire un altro fenomeno che imperversava sulla città e questo credo sia un mirabile risultato non solo di un’attività preventiva che nasce dal coordinamento tra le varie forze di polizia ma anche un’attività di contrasto programmata e strutturata su un territorio difficile come quello di Palermo. Abbiamo azzerato un vero e proprio commando dotato di una struttura solida e articolata, con una divisione dei compiti ben definita che andava dalla pianificazione dei colpi al furto dei mezzi per gli sbarramenti stradali, fino allo smistamento della merce nella fase di ricettazione e di messa sul mercato”. Sono le parole del colonnello Antonio Di Stasio, comandante provinciale dei Carabinieri di Palermo, che ha commentato lo smantellamento del gruppo criminale dedito alla rapine ai trasportatori di tabacchi. Un commando ben strutturato tanto che, ha spiegato Di Stasio, “teneva dei briefing in alcuni bar della città per organizzare i colpi. Ci saranno altre verifiche da fare – ha aggiunto Di Stasio – per stabilire quali siano i terminali delle risorse provenienti da questa attività criminale, valutare se questi fondi vengano utilizzati per altre forme di finanziamento. Al vaglio anche l’ipotesi investigativa di collegamenti con le famiglie mafiose della zona”.