Palermo: Le Vie dei Tesori, le foto di Gravano dal 5 ottobre a Palazzo Zingone con “Look up!”

0
23

L’azzurro del cielo incastonato tra le sommità dei palazzi dei Quattro Canti, il blu cobalto che fende lo Spasimo di Palermo, i “petali” del soffitto del Teatro Massimo, la vorticosa prospettiva della scala delle Poste Centrali.

“Look up!” è l’invito perentorio a tornare “con il naso all’insù”, contenuto nei 24 scatti di Salvo Gravano, per capire quante cose ci siamo persi e quante continuiamo a perderci con uno sguardo distratto da schermi perennemente accesi.

Nelle accoglienti sale di Palazzo Zingone Trabia, in via Lincoln 47, dal 5 ottobre al 3 novembre (ingressi sabato e domenica dalle 10 alle 17,30), inserito nel circuito di visite del Festival Le Vie dei Tesori, saranno esposte le fotografie di questo interprete appassionato, che colgono soffitti naturali e artificiali, volte di chiese, gallerie, palazzi di una Sicilia custodita e non solo, in un viaggio da Milano a Parigi, da Monaco a Barcellona. Una nuova prospettiva sulla realtà, con uno sguardo perfettamente verticale, accompagnata dalle suggestioni del giornalista e critico Salvatore Rizzo. La stampa delle immagini, in formato quadrato e rotondo, è stata realizzata con particolari tecniche su supporti in alluminio.

“La fotografia, vissuta principalmente come passione e non come lavoro, l’ho sempre percepita come qualcosa che appartiene alla mia sfera intima – afferma Salvo Gravano – Negli ultimi anni, però, mi sono ricreduto e ho compreso che questo poteva essere il mio modo di comunicare pensieri, sensazioni. Questo allestimento mi sta dando tanto in termini di esperienza ed emozioni. Ho condiviso questa mia passione con Salvatore Rizzo che è riuscito, con la sua arte dello scrivere, a mettere in risalto tantissime di quelle cose che sono nel mio cuore, percepite dal mio cervello e “catturate” dalla mia macchina fotografica”.

Salvo Gravano, 52 anni, nato e cresciuto a Palermo, ama la sua città e la Sicilia al pari della sua famiglia. Da sempre affascinato dalle possibilità che offrono le nuove tecnologie, lavora nell’ambito dell’informatica e della programmazione, ma preferisce di gran lunga guardare il mondo da un obiettivo, ossia leggerlo scegliendo un punto di vista. La fotografia è una passione, un sogno da raggiungere, uno strumento per osservare la realtà e provare il brivido della meraviglia. Ha realizzato un’esposizione nel 2018 dal titolo «riVolti a Ballarò», con musicisti, attori, artisti di strada, volontari, che cercano ogni giorno di cambiare il volto di un quartiere antico dove si respirano cultura e mescolanze tra i marmi barocchi e le torri, dietro ai banconi e sulle “balate” del mercato.