Palermo: Lega e centrodestra pronti a nuova mozione di sfiducia a Orlando

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“Stiamo provvedendo a definire, insieme con alcuni alleati di centrodestra, una bozza del testo della mozione di sfiducia al sindaco Orlando”. Lo afferma il consigliere della Lega Igor Gelarda, responsabile regionale dei dipartimenti. “Entro lunedì il testo sarà pronto, e subito dopo ne proporremo la firma a tutti i consiglieri di buona volontà di questa città. – aggiunge. Questa farsa politico-drammatica non può continuare. Il consiglio comunale è ormai diventato una arena, mentre la città è completamente bloccata. Sotto tutti i punti di vista. Orlando deve andare a casa il prima possibile, questo è ciò che vogliono i palermitani e questo è ciò che ha chiesto a noi anche Matteo Salvini. Nessuna paura di tornare a votare, abbiamo lavorato unico obiettivo deve essere liberare la città”, conclude Gelarda.

“Continuare a offendere l’attività del Consiglio comunale, il massimo organo rappresentativo cittadino, mette in luce tutta la fragilità di una giunta comunale ben lontana dall’essere coesa, fin troppe volte oggetto di rimpasti e defezioni. Una mozione di sfiducia a un assessore, votata in una seduta che per essere valida prevede una maggioranza qualificata, ha un altissimo valore politico, e chi fa finta di non riconoscerlo probabilmente tenta di sfuggire a un doveroso esame di coscienza”. Lo dicono i componenti del gruppo consiliare MoVimento 5 Stelle: Viviana Lo Monaco, Concetta Amella e Antonino Randazzo.

“Il progetto politico della sindacatura Orlando del 2017-2022 è nato male e sta finendo peggio – scrivono i consiglieri grillini -. Noi del M5S lo avevamo detto già in campagna elettorale. Era più che prevedibile che il Sindaco non sarebbe mai riuscito a tenere insieme anime tanto diverse, in una maggioranza “arlecchina”, che ha iniziato a perdere pezzi già all’indomani delle elezioni. La Giunta piuttosto si interroghi, se ne è capace, rispetto a quanto di sua competenza: se, ad esempio, in questi anni avrebbe potuto fare di più e meglio”.
“Noi ne siamo certi ed evidentemente questo pensiero è condiviso da una maggioranza di consiglieri che sono stati, piaccia o meno, eletti democraticamente dai cittadini, con l’indicazione di nome e cognome, e non nominati da un primo cittadino che ormai da tempo non riscuote più, neanche nella cerchia dei suoi originari sostenitori, il consenso di una sepolta “primavera”, concludono.