Palermo, omicidio Licari: condanna all’ergastolo per Antonino Muratore

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La Corte di Assise di Palermo, presieduta da Alfredo Montalto, al termine di una camera di consiglio durata oltre 4 ore ha condannato Antonino Muratore, 72 anni (nella foto), all’ergastolo, all’interdizione perpetua dai pubblici uffici, oltre alla perdita della potestà genitoriale.

E’ accusato dell’omicidio di Baldassarre Licari, 60 anni, operaio in pensione della provincia, ucciso nelle campagne di Borgetto, nel Palermitano, il 4 novembre del 2013. Licari fu colpito in diverse parti del corpo con coltelli e oggetti a punta e raggiunto da 5 colpi di pistola calibro 38. Mentre cercava di darsi alla fuga a bordo della auto venne raggiunto e colpito alla testa a distanza ravvicinata da un colpo di pistola.

Gli agenti del commissariato di Partinico, coordinati dai pubblici ministeri Dario Scaletta e Bruno Brucoli, giunti sul luogo del delitto trovarono tre tazzine di caffè, due delle quali consumate, e una con il caffè ancora dentro. Isolato il profilo del Dna venne confrontato successivamente con quello di Muratore, su cui i familiari di Licari indirizzarono da subito i sospetti per via di contenzioso civile e penale legato alla sistemazione di un serbatoio che Licari aveva posto sul terrazzo della abitazione di proprietà della figlia. La Polizia scientifica accertò che il Dna lasciato sulla tazzina di caffè era appartenente a Muratore, che nel frattempo fu sottoposto a fermo di polizia e attualmente è detenuto.