Palermo: operazione Express service, Polizia smantella rete della prostituzione

0
72

Con l’accusa di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione, la Polizia di Palermo ha arrestato Maria Arena, 38 anni, Rita Barrile, di 34, e Felice Gambino, 47 anni.  Dalle indagini, condotte dalla Squadra mobile e coordinate dalla Procura di Palermo, è emerso che avrebbero gestito un vasto giro di escort che coinvolgeva dieci ragazze palermitane e una rumena; devono rispondere anche di esercizio di casa prostituzione. Sequestrato un immobile in via Serenario, utilizzato per gli incontri.

Le donne si prostituivano all’interno di appartamenti messi a disposizione dai tre – destinatari di un’ordinanza cautelare in carcere – a ridosso del centro cittadino; in alcuni casi le donne venivano anche accompagnate a casa dei clienti, in modo da assecondare le loro esigenze. Dall’operazione “Express service” è emerso inoltre che avrebbero svolto una vera e propria opera di intermediazione con i clienti, pubblicando annunci su siti Internet, pubblicizzando le ragazze a loro disposizione e prendendo per loro gli appuntamenti.

Le tipologie di “massaggi” erano diverse e variavano in base al prezzo che i clienti erano disposti a pagare. “Da 40 fino a un massimo 70 euro”, assicurava una delle indagate del blitz antiprostituzione.

Secondo l’accusa, erano i tre arrestati a pubblicizzare le ragazze a loro disposizione, pubblicando annunci su siti Internet e prendendo per loro gli appuntamenti. “Ciao buonasera chiamo per l’annuncio”, dice un cliente a una delle indagate. “Ciao gioia, dimmi”, rispondeva all’altro capo del telefono una donna, che spiegava le prestazioni offerte. “Allora noi siamo tre ragazze – diceva non sapendo di essere intercettata -. Avrai modo di scegliere. Le tipologie di massaggi possono passare da quelli rilassanti corpo a corpo con finitura manuale… orale… o rapporto. I prezzi vanno da 40 a 70 euro”. E davanti all’obiezione del cliente, che spiegava di voler andare con un’altra persona, la donna lo rassicurava. “Non è un problema. Noi abbiamo tre stanze operative!”.