Palermo: parla la prof Dell’Aria: “Grande amarezza, ferita la mia vita professionale”

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“Quanto accaduto lo considero la più grande amarezza e la più grande ferita della mia vita professionale e naturalmente non parlo del danno economico legato ai giorni di sospensione ma al danno morale e professionale dopo una intera vita dedicata alla scuola e ai ragazzi”. Lo dice all’ANSA Rosa Maria Dell’Aria, 63 anni, professoressa di Italiano e Storia da circa 40 anni e insegnante da 30 all’istituto industriale Vittorio Emanuele III, che è stata stata sospesa dall’ufficio scolastico provinciale.

“Quel lavoro non aveva assolutamente alcuna finalità politica né tendeva a indottrinare gli studenti che da sempre hanno lavorato in modo libero come essi stessi hanno dichiarato anche agli ispettori arrivati in istituto a fine gennaio”, aggiunge la professoressa Rosa Maria Dell’Aria.

“Gli stessi ragazzi e i colleghi – aggiunge la prof – hanno inviato lettere all’Ufficio scolastico regionale per evidenziare la mia imparzialità e la mia integrità e semmai la mia totale dedizione al lavoro”.

“Ho soltanto proposto un lavoro sulla base di una serie di letture fatte sia nel corso dell’estate e poi anche il 3 settembre in occasione della Giornata del migrante – sottolinea la docente – sono stati gli stessi alunni della II E – informatica a scegliere di fare una elaborazione in power point. Per esempio in un’altra classe dove gli alunni avevano letto gli stessi testi, mi è stato detto che volevano parlare della delusione degli studenti ebrei dopo la promulgazione delle leggi razziali che non consentivano loro di frequentare più la scuola”. La professoressa Dell’Aria dopo la sospensione rientrerà in servizio, lunedì 27 maggio.

A difendere l’operato dell’insegnante anche i suoi alunni

“Siamo tutti profondamente dispiaciuti per quanto accaduto e solidali con la nostra professoressa. Nessuno di noi era stato obbligato a partecipare a quel progetto, le immagini inserite nel lavoro in power point non sono state scelte dalla professoressa che ci ha dato solo una mano nella sistemazione del testo sotto il profilo linguistico”. Lo dice uno degli studenti di sedici anni della professoressa Rosa Maria Dell’Aria. Lo studente frequenta la II E – Informatica dell’Istituto e ha partecipato alla realizzazione del lavoro insieme ad altri sei sette compagni di classe.

“La professoressa ci ha proposto di partecipare al progetto non ci ha obbligato – ribadisce – Siamo stati noi stessi a notare che in alcune parti il decreto sicurezza lede diritti fondamentali”. Una tesi condivisa anche da un altro studente di 15 anni: “Siamo sempre stati molto bene con la professoressa Dell’Aria, che ci fa rende partecipi delle iniziative della scuola, come ad esempio quando abbiamo partecipato liberamente al progetto contro i femminicidi o l’anno scorso a Cinisi a un’iniziativa in occasione dell’anniversario dell’uccisione di Peppino Impastato. Quanto accaduto ci rattrista davvero”.

Parla il vice preside Pietro Corica: era presentazione di un progetto interno

“Questa notizia ci ha colti davvero di sorpresa, nessuno qua ne sapeva nulla. Siamo stati chiamati dall’Ufficio scolastico”. Lo ha detto il professore Pietro Corica, uno dei due vice presidi dell’istituto tecnico Vittorio Emanuele III, di via Duca della Verdura. “Va detto – precisa Corica – che si trattava della presentazione di un progetto, un evento interno alla scuola, nessuna presenza esterna, ed erano coinvolte tre o quattro classi. Immagino che sara’ stato qualche ragazzo che ha partecipato all’incontro a fare le immagini e a scatenare quello che a me pare sia tutto un grande equivoco. E’ possibile, ma non posso esserne certo – afferma – che tutto nasca dal fatto che quel lavoro non era stato controllato preventivamente, ma francamente il provvedimento mi pare eccessivo, perche’ la professoressa Dell’Aria insegna da una vita, una docente esperta, una persona a modo che l’anno prossimo andra’ in pensione”, conclude.