Palermo, per falso a giudizio ex manager Asp Salvatore Cirignotta più altri quattro dirigenti

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L’ex manager dell’Azienda sanitaria provinciale di Palermo, Salvatore Cirignotta, è stato rinviato a giudizio con l’accusa di falso in atto pubblico assieme ad altre quattro persone. Il processo comincerà il 9 ottobre davanti al tribunale monocratico di Palermo.

L’inchiesta della Procura di Palermo, coordinata dal pm Claudia Bevilacqua, riguarda l’approvazione di una perizia di variante e suppletiva relativa all’appalto per la riconversione dell’ospedale di Palazzo Adriano in residenza sanitaria assistita e in presidio territoriale di emergenza.

Secondo il nucleo regionale di polizia tributaria della Guardia di finanza, gli indagati, per far passare la variante, avrebbero affermato nella delibera 1102 del 28 dicembre 2011 che i presupposti di legge erano stati rispettati. Cosa che non sarebbe, invece, avvenuta.

Per la vicenda, la Procura aveva comunque chiesto l’archiviazione, ma è stata disposta l’imputazione coatta. Oltre a Cirignotta, rimosso nel 2013 dalla carica di direttore generale a seguito di uno scandalo sull’appalto da 40 milioni per la fornitura dei pannoloni, sono indagati Ignazio Pacino, Antonio Fasulo, Rosario Bondì e Salvatore Sparacino.

Pacino era il Rup, responsabile unico del procedimento, Fasulo il direttore dell’unità di progettazione e manutenzione dell’Asp, Bondì e Sparacino i direttori dei lavori. Cirignotta è accusato di avere contribuito alla delibera con cui l’associazione temporanea di imprese costituita dalla Elettrica Govern snc e dalla Mecoin srl, aziende aggiudicatarie del bando indetto dall’Asp, potè ottenere una perizia di variante e suppletiva. Il falso – contestato anche a Fasulo e Pacino – consiste, secondo l’ipotesi accusatoria, nell’avere approvato la perizia anche se non erano intervenute nuove disposizioni legislative e regolamentari, nè erano subentrate cause impreviste o imprevedibili; e nemmeno era intervenuta l’opportunità di utilizzare materiali, componenti e tecnologie non esistenti al momento della progettazione. Altre ipotesi di falso sono contestate a Cirignotta, Sparacino, Bondì e Pacino.