Palermo: per le false vaccinazioni arrestata un’altra infermiera dell’hub Fiera

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Prosegue l’indagine della Digos di Palermo sulle false vaccinazioni nell’hub della Fiera del Mediterraneo. Dopo l’arresto l’arresto di un mese fa di Anna Maria Lo Brano, infermiera palermitana che, in cambio di qualche centinaio di euro, fingeva di somministrare il vaccino anti-Covid a decine di no-vax, oggi è stata notificata un’ordinanza di arresti domiciliari a Giorgia Camarda, 58 anni, collega dell’indagata, accusata di peculato e falso.

Giorgia Camarda, da mesi in servizio nell’hub della Fiera del Mediterraneo e nel Reparto malattie infettive dell’ospedale Civico di Palermo, secondo gli investigatori, che hanno visionato le immagini delle videocamere piazzate nei padiglioni della Fiera, oltre a fingere di vaccinare una coppia no vax, indagata per concorso in falso e peculato, avrebbe simulato di aver ricevuto la dose booster.

La svolta nell’inchiesta, che ha riguardato anche chi beneficiava del falso vaccino, arriva dalle rivelazioni di Anna Maria Lo Brano, che sta collaborando con gli investigatori. La donna ha ammesso tutti i reati che le sono stati contestati e fatto il nome di colleghi e, secondo indiscrezioni, anche di medici che avrebbero concorso nella truffa. Nei prossimi giorni, dunque, l’inchiesta potrebbe avere ulteriori sviluppi.

Anna Maria Lo Brano, oltre a raccontare agli investigatori che la collega avrebbe finto di fare le iniezioni ai coniugi no vax, ha ammesso di aver simulato di inoculare la dose booster del vaccino a Giorgia Camarda.

Secondo le indagini, il sistema usato dalla due donne era lo stesso: versare la dose in una garza e fingere di iniettare il vaccino.

Il presidente dell’Ordine degli Infermieri di Palermo Nino Amato: “Abbiamo già sospeso la prima infermiera arrestata e anche per la Camarda sarà avviato l’iter propedeutico alla sospensione”. Amato annuncia che l’Ordine degli Infermieri si costituirà parte civile in entrambi i procedimenti. “Abbiamo agito e agiremo – conclude – sempre col massimo rigore e con ogni strumento possibile contro chi si macchia di reati simili e verso chiunque leda l’immagine di professionisti seri e competenti”.