Palermo piange Aldo, il clochard colto un po’ bohémien, trovato morto in centro

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Palermo abbraccia Aid Abdellah, 56 anni, ucciso e derubato sotto i portici di piazzale Ungheria, nel centro città, nella notte di domenica. Il clochard di origini francesi, conosciuto come Aldo, è stato colpito mentre dormiva tra lo zigomo e la mandibola con un oggetto appuntito. A Palermo il suo sorriso lo conoscevano praticamente tutti. Con quell’aria un po’ bohémien, con gli occhiali storti sul naso, e quel gatto, Helios, sempre in piedi sulle sue spalle, a donargli tutto il calore di quella famiglia che in realtà non aveva.

Francese, Aid Abdellah, trascorreva i suoi inverni a Palermo e poi tornava tra Germania e Francia. Era molto conosciuto, leggeva molto ed era appassionato di storia. Così da alcuni, come riferisce la Repubblica, arriva la proposta di intitolargli i portici di piazzale Ungheria: “Un segnale importante di una città che non vuole arrendersi alla violenza, che vuole ribellarsi alle barbarie”.

Intanto proseguono le indagini, i carabinieri hanno sentito come persona informata sui fatti un senzatetto serbo che non è indagato, ma che potrebbe aiutare gli inquirenti a risolvere il giallo del delitto. Ieri la Procura – l’inchiesta è coordinata dall’aggiunto Ennio Petrigni – ha aperto un fascicolo per omicidio a carico di ignoti e delegato gli accertamenti ai militari dell’Arma. Al vaglio dei carabinieri ci sono le immagini delle videocamere della zona che avrebbero ripreso una sagoma scura, probabilmente un uomo, avvicinarsi al clochard per allontanarsi poco dopo. L’aggressione, dunque, non sarebbe stata immortalata.

La barista che, ogni mattina, portava la colazione alla vittima l’ha trovata riversa sul giaciglio col volto pieno di sangue. Inizialmente si è pensato a una ferita provocata da una caduta accidentale, ma l’ispezione cadaverica ha ipotizzato i segni di un colpo inferto con un corpo contundente. Non è chiaro se manchi il portafogli dell’uomo, ma sicuramente dal rifugio è stato portato via il suo cellulare: circostanza che fa pensare a una rapina. I militari effettueranno gli accertamenti sui tabulati telefonici e nelle prossime ore verrà dato incarico al medico legale per l’autopsia.

Fiori sotto i portici per ricordare Aldo

Sono in tanti a lasciare un fiore in segno di affetto, persino una poesia appesa alla saracinesca nel punto, nel luogo dove Aldo era solito fermarsi durante la notte insieme al suo inseparabile gatto. “Noi l’abbiamo adottato, abbiamo adottato anche il suo gatto Helios, e lui noi”, racconta Pina Andretta che lavora a pochi passi dal luogo dell’omicidio e che ormai lo conosceva da tre anni.

“Ci ha insegnato tante cose – ricorda ancora Pina – stava spesso in questo tratto e per ognuno aveva una parola bella, pulita, trasparente e sincera. Non so perché sia successo ma è una grande perdita e spero che si possano prendere le persone che hanno provocato questo grande danno a una parte di città che lo aveva adottato”.

Si moltiplicano le iniziative in suo ricordo. C’è chi su Facebook ha lanciato un incontro pubblico nel pomeriggio mentre alcuni residenti hanno chiesto all’amministrazione di intitolare i portici in suo nome. “Sono stata io a lanciare la proposta – racconta Daniela Jurcic, amica di Aid da oltre un anno e mezzo – E’ stata una persona degnissima, dalle sue parole abbiamo imparato tanto. Aveva uno sguardo diverso, era una persona di ampie vedute e aveva un modo di pensare e di vivere così libero. Ma non dobbiamo svegliarci solo quando succede un delitto. Per una città come Palermo che si fregia del titolo di Capitale della Cultura, onorare il suo nome sarebbe veramente il minimo”. E in mattinata in tanti passando si sono fermati per qualche istante domandando dei funerali: anche in questo caso è scattata la catena della solidarietà ed è stata promossa una colletta. Per partecipare basta domandare di Vanessa, l’impiegata del bar Nuovo Bistrot, la stessa ragazza che ha trovato per prima il cadavere di Aldo.

Il ricordo degli Angeli della Notte

“Aldo era una degnissima persona. Gentile, squisita, cordiale”. Giuseppe Li Vigni, vicepresidente dell’associazione Angeli della notte di Palermo, ricorda così Aid Abdellah, il Clochardconosciuto da tutti come Aldo, ucciso la notte tra domenica 16 e lunedì 17 dicembre sotto i portici di piazzale Ungheria, nel pieno centro del capoluogo siciliano. “Chiaramente lui, essendo un girovago, amava girare la città – ha aggiunto Li Vigni -. Palermo gli è piaciuta tanto per via del clima, tant’è che gli inverni li trascorreva qui da noi. Scriveva poesie, era colto e disponibile. Quest’atto di violenza gratuita ci ha colpito molto, tutti. Non ci aspettavamo che un delitto così terribile e atroce si consumasse in questi giorni”. Insieme agli Angeli della notte, Li Vigni distribuisce coperte e pasti caldi agli oltre 400 senza tetto che vivono per le strade di Palermo. Un numero cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni in città, con l’aumentare della crisi. Un’emergenza che negli ultimi 12 mesi ha registrato la morte di 8 persone. Da qui l’appello di Li Vigni alla città: “Chiediamo solidarietà da parte delle persone. Noi abbiamo una mensa, ma lanciamo appelli perchè noi cerchiamo di far il possibile nonostante gli oneri che gravano su di noi e le nostre spalle. Ci affidiamo al buon cuore delle persone, nella speranza che molti ci vengano incontro prima o poi”.

Bandiere a mezz’asta negli uffici comunali nel giorno dei funerali

Il sindaco di Palermo, Leoluca Orlando, che si è recato in piazzale Ungheria, ha disposto che per il giorno dei funerali siano esposte le bandiere a mezz’asta negli uffici comunali. Accogliendo la proposta fatta da diversi commercianti della zona, il sindaco ha inoltre incaricato la commissione Toponomastica di avviare le procedure per l’intitolazione dei portici ad Aid Abdellah.