Palermo: piano di riequilibrio, prove di nuove alleanze per le comunali

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palazzo delle aquile

“Abbiamo assistito a una delle pagine più buie della storia della città, a un vero e proprio atto di arroganza da parte della giunta approvato con appena 14 voti a favore su 40 consiglieri. Sono numeri che non consentono al sindaco Orlando di assumere impegni con la Presidenza del consiglio dei ministri”. Lo dice il presidente del Consiglio comunale di Palermo, Totò Orlando, esponente di Italia Viva, che nel pomeriggio a Palazzo delle Aquile ha partecipato alla conferenza stampa sul piano di riequilibrio che ieri sera ha avuto il via libera da Sala delle Lapidi. Presenti anche Dario Chinnici, Paolo Caracausi, Francesco Bertolino di Italia Viva, Giulia Argiroffi e Ugo Forello del gruppo Oso, Fabrizio Ferrandelli e Cesare Mattaliano di + Europa e Leonardo Canto di Azione.

Per qualcuno sono prove tecniche di nuove alleanze in vista delle prossime elezioni comunali di primavera. “Proporremo una serie di delibere al consiglio per revocare la vendita della Gesap, per fare luce finalmente sulla questione del personale – ha detto Totò Orlando -, si sappia che quello di ieri è stata un pareggio non una vittoria come qualcuno vuol far intendere. Oggi comincia la gara di ritorno. Noi ci abbiamo messo la faccia, qualcuno no”.

Per  Ferrandelli “Questa giunta in 10 anni ha creato uno squilibrio di bilancio, mettendo la città in ginocchio e le mani in tasca ai cittadini. Una giunta che ha usato decine di milioni di ristori per colmare i buchi nei conti. Più che un piano di equilibrio è un piano di fuga di Orlando, che sta usando i dipendenti comunali come ostaggi”. Forello ha assicurato che “continueremo la battaglia in tutte le sedi a tutela dei palermitani, perché questo non è un piano di riequilibrio ci sono disavanzi e lo dice il settore economico-finanziario e tributi. Abbiamo pronta una relazione – ha aggiunto – da inviare ai ministeri dell’interno e dell’economia e alla Corte dei conti per dimostrare che non si tratta di un piano di riequilibrio”.

E poi Forello ha puntato il dito su parte delle opposizioni come Forza Italia, Fratelli d’Italia, DiventeràBellissima, Udc, ma anche contro Sicilia Futura che a un certo punto hanno abbandonato i lavori d’aula. “In tanti dentro e fuori dall’aula – ha sottolineato – hanno fatto il gioco di Orlando e, dopo aver detto le peggiori porcate sul provvedimento, si sono sfilati, sono scappati come codardi nel momento del voto. Dalle dinamiche emerse nei lavori è evidente che c’è qualcosa che non abbiamo visto e che non comprendo, saranno stati chiamati dai ‘big’ di partito, da Miccichè, da Tamajo e molti anche dal sindaco Orlando. E’ inaccettabile”.

Sul piano di riequilibrio conferenza stampa anche della Lega 

“Il nostro atteggiamento di opposizione è stato costruttivo, responsabile, lineare e coerente. Abbiamo tentato in tutti i modi di ridurre l’aliquota Irpef 2022 chiedendo all’amministrazione di destinare una parte degli introiti che derivano dalle transazioni per limitare l’aumento, ma la nostra richiesta non è stata accolta”. Lo ha detto Marianna Caronia, consigliere comunale della Lega, che, nel pomeriggio, ha partecipato, con i consiglieri Gelarda, Figuccia e Anello, ad un’altra conferenza stampa organizzata a Palazzo delle Aquile, dopo il voto di ieri sera che ha dato il via libera al piano di riequlibrio del Comune di Palermo. “Cercheremo di fare di tutto – ha aggiunto – a livello nazionale per tentare di attenuare i pesanti provvedimenti che si prevedono per la città”.

“Il Piano di riequilibrio è stato fatto male e sarà rimandato indietro dalla Corte dei conti – ha detto Igor Gelarda -. È fantasioso ed è l’ennesima presa in giro della quale i palermitani dovranno ricordarsi tra pochi mesi, alle prossime elezioni comunali. Tristissimo poi l’epilogo palermitano del Movimento 5 Stelle: nati per essere il naturale e formidabile oppositore del sindaco Orlando e del suo sistema, sono finiti per diventare la sua stampella politica, votando pure contro i palermitani con quest’ultimo piano di riequilibrio”.

Nel voto alla delibera finale si sono registrate le astensioni (che valgono come voto contro) di Sandro Anello e di Igor Gelarda, mentre Caronia ha dovuto abbandonare i lavori poco prima del via finale dopo oltre 30 ore di aula, mentre Sabrina Figuccia e Roberta Cancilla non hanno partecipato al voto. Figuccia ha parlato di “atto di vera e propria violenza nei confronti dei palermitani. Il sindaco Orlando e i suoi hanno raggiunto l’obiettivo di far pagare ai cittadini i propri errori politici e amministrativi per i prossimi 20 anni. Farà ricordare questo sindaco come un gabelliere arrogante che pur di salvare se stesso ha danneggiato i tanti palermitani onesti che già pagano milioni di tasse”.

Per Anello “non è vero che bocciando il piano si sarebbe andati certamente al dissesto, come qualcuno ha sempre paventato facendo terrorismo sui cittadini. Il piano, così per com’è stato presentato in aula, era da bocciare. Qualcuno, però, ha avallato un’ipoteca sul futuro della città”.