Palermo: prostituzione minorile in due agenzie per modelle, 3 arresti

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operazione street drug

Utilizzavano le agenzie di modelle di cui erano i titolari per far prostituire le ragazze, anche minorenni, che si iscrivevano alle loro agenzie. La procura della Repubblica di Palermo ha coordinato l’attività investigativa che ha portato all’esecuzione dell’ordinanza di custodia cautelare, emessa dal gip del tribunale palermitano che dispone la custodia in carcere a carico di un uomo di 41 anni di Monreale, in provincia di Palermo, ritenuto responsabile dei reati di violenza sessuale nei confronti di minorenne, prostituzione minorile, induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne, e di un palermitano di 44 anni, ritenuto responsabile dei reati di prostituzione minorile ed induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne, nonché la misura degli arresti domiciliari nei confronti di un 36 anni, indagato del reato di prostituzione minorile, per aver intrattenuto rapporti sessuali con una ragazza non ancora diciottenne in cambio di denaro.

Le indagini condotte dalla squadra mobile di Palermo hanno accertato anche un episodio di violenza sessuale oltre a far emergere il fiorente giro di prostituzione gestito da Pampa e Vicari che ha coinvolto le modelle iscritte alle agenzie Vanity models management e la Max services agency.

I due, imprenditori nel settore della moda, hanno gestito le loro agenzie condividendo gli spazi dello stesso studio sito nel pieno centro cittadino. Il primo è un agente di moda, il secondo è titolare di un’agenzia che presta servizi di promozione e supporto sul web ad altre imprese.

Insieme hanno creato una struttura per la promozione di giovani modelle del territorio, provenienti anche da altre province siciliane, che hanno fatto partecipare ad eventi di respiro nazionale e internazionale, come le fiere dei cavalli arabi che si sono tenuti anche a Milano e Parigi, capitali europee della moda. Il terzo indagato è coinvolto nella vicenda perché orbitando nell’organizzazione creata dai due ha approfittato di una minorenne intrattenendo rapporti sessuali in cambio di denaro.

L’indagine è partita dalle dichiarazioni di una giovane che ha iniziato a lavorare con i due uomini all’età di 15 anni, la ragazza agli investigatori ha rivelato di essere stata “iniziata” quasi subito da Francesco Pampa che l’ha poi proposta al socio Massimiliano Vicari e poi indotta a concedersi ad uomini più grandi, clienti dell’agenzia o semplicemente a coloro che partecipavano agli eventi legati alla moda.

Dal racconto della giovane e da altre informazioni assunte, corroborate da attività tecniche, è emerso che le aspiranti modelle venivano contattate tramite i social e invitate a partecipare ai provini che si tenevano nello studio condiviso dai due indagati. Le giovani minorenni accompagnate dai genitori, superato il provino con il patron Pampa, si iscrivevano all’agenzia pagando una quota di circa 50 euro.

Da quel momento iniziava il loro percorso all’interno dell’agenzia e partecipavano a casting, sfilate o shooting fotografici che si tenevano in ambito locale o al massimo all’interno del territorio regionale. Durante questi eventi le giovani iniziavano a legarsi al loro agente, che godeva già della fiducia e della stima dei genitori delle minorenni. Con le modelle Pampa instaurava un rapporto privilegiato dedicandosi non solo alla loro crescita professionale, molte partecipavano a concorsi di bellezza aggiudicandosi le prime posizioni e le ambite fasce da miss ma occupandosi anche del loro benessere personale, accontentando ogni loro desiderio.