Palermo: stop alle antenne 5G, Comitato Rodotà e associazioni manifestano

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Anche Palermo dice stop alla tecnologia 5G aderendo alla manifestazione del pomeriggio, promossa in diverse città italiane dal comitato Rodotà beni pubblici e comuni, in contemporanea a quella davanti al Tribunale di Torino in occasione dell’udienza finale per la causa-pilota a difesa del principio di precauzione in relazione alle conseguenze dell’inquinamento elettromagnetico e dell’uso di qualsiasi sostanza di cui non esiste evidenza di innocuità per la salute della cittadinanza dell’ambiente.

Una nuova sentenza potrebbe accogliere la richiesta del comitato Rodotà volta a sospendere l’attivazione di un antenna telefonica 5G, alta 25 metri, posta nel cortile di una scuola elementare di Frossasco, in provincia di Torino, in attesa di verifiche la pericolosità di questa nuova tecnologia.

”Anche Palermo vuol esprimere la propria solidarietà ai cittadini e alla scuola di Frossasco – spiega l’avvocato Giuseppe Cannizzo, rappresentante del comitato cittadino stop 5G Palermo, presente con una cinquantina di manifestanti a piazza Politeama -. La battaglia legale per far togliere quell’antenna, che sta portando avanti il  professore Ugo Mattei, è sostenuta in virtù del principio di precauzione non essendovi la certezza che sia sicura è che non vi siano dei rischi e sulla salute dei cittadini”.

Un problema che tocca anche Palermo e altre città siciliane. “A Palermo – dice Cannizzo – l’amministrazione comunale esclude che vi siano antenne attive, però, di fatto, abbiamo accertato con un accesso agli atti fatto all’’Arpa che sono state installate nel periodo del lockdown, tra febbraio e aprile scorsi circa 55-57 antenne, 33 delle quali hanno ottenuto parere favorevole per la sperimentazione da parte dell’Arpa. Non si comprende come Palermo, che non è tra le città disegnate dal ministero dello sviluppo economico per la sperimentazione, possa ospitare quelle antenne di una tecnologia che utilizza e frequenze nuove sulle quali ancora non vi è alcuna certezza, con un sistema di trasmissione nuovo, non utilizzato”. Oggi è impossibile valutare l’intensità di campo magnetico di queste alte frequenze, dette onde millimetriche, e soprattutto ancora la scienza sta portando avanti studi sull’impatto che le frequenze 5G hanno sulla salute umana e sull’ecosistema.

“Il comune – osserva Cannizzo – sostiene che anche se installate le antenne non sono attive, ma noi chiediamo alla magistratura inquirente di verificare se le antenne effettivamente non sono mai state attivate, se non sono attive e se non sono attive per quale motivo ne è stata autorizzata l’installazione. Abbiamo fatto un esposto alla procura della repubblica per avere una risposta ai tanti interrogativi ai quali l’amministrazione comunale non ha dato riscontro”.

“Il principio di precauzione vale per qualsiasi sostanza e tecnologia di cui non si abbia prova e certezza di innocuità – spiega Giusi Clarke Vanadia del Comitato Rodotà – le associazioni agricole che aderiscono manifestano la chiara volontà di avere un cibo etico. Ci devono dimostrare che il 5G è innocuo, ci sono studi internazionali che dimostrano il contrario”.

All’iniziativa hanno aderito Altragricoltura, Soccorso contadino, Comitato cittadino Stop 5G Palermo, Rifiuti Zero Sicilia, Alleanza No 5G Sicilia, Federazione del sociale USB Catania, Collettivo Centro Periferico Augusta, Decontaminazione Sicilia, Messina bene comune, Sicilia bene, Lega Palermo con Igor Gelarda ed Elisabetta Luparello.