Palermo: tremila kg. di hashish sequestrati avrebbero fruttato oltre 15 milioni

0
76

“Sono stati sequestrati oltre 3000 chili di hashish che avrebbero portato nelle casse di questa organizzazione criminale più di 15 milioni di euro nella vendita al dettaglio. Un danno che ha una ricaduta non solo sui trafficanti palermitani e su chi li ha riforniti, ma anche su tutti quelli che da questo mercato trovavano profitti e sui gestori delle piazze di spaccio che sono sempre in qualche modo vigilate e controllate da Cosa Nostra”. A fornire il dettaglio sull’operazione Blacksmith, che all’alba di oggi ha sgominato un’organizzazione che riforniva la Sicilia di droga proveniente della Calabria e dalla Campania, è il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodolfo Ruperti.

“Cosa Nostra – ha detto Ruperti – ha ripreso un ruolo nel traffico di stupefacenti o in maniera diretta o attraverso mediazioni. Gli indagati di oggi hanno parentele con soggetti anche importanti di Cosa Nostra”.

Un grammo di hashish veniva rivenduto anche a cinque euro. L’operazione, che ha portato in carcere 14 persone e cinque agli arresti domiciliari, ha visto anche il sequestro di numerosi beni – ville appartamenti, terreni, aziende e numerosi autoveicoli – riconducibili agli indagati le cui entrate di diritto non corrispondevano al tenore di vita mantenuto. Fra le attività sequestrate anche La Bottega dell’Angolo, a Borgonuovo, intestata formalmente a Michele Spartico ma di fatto gestita da Paolo Di Maggio e Paolo Dragotto.

Imprenditori compiacenti nell’organizzazione criminale

C’era anche un giro di imprenditori compiacenti nell’organizzazione criminale, sgominata all’alba di oggi, che riforniva tutta la Sicilia con ingenti quantità di droga proveniente dalla Calabria e dalla Campania. Il loro compito era quello di fornire un supporto logistico per lo stoccaggio della droga o per nascondere il denaro.

“Ci sono imprenditori che si sono prestati a questo tipo di attività – spiega il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodolfo Ruperti – A Carini, ad esempio, c’era una grossa impresa di manufatti che serviva per lo stoccaggio della droga; a Palermo, nel quartiere Noce, abbiamo sequestrato 300 chili di hashish in una autorimessa. C’erano anche persone che prestavano le loro attività per nascondere il denaro o anche altri strumenti che servivano ai trafficanti”.

Arrestati i principali trafficanti di droga palermitani

“E’ un’indagine che avrà una ricaduta importante perché sono stati arrestati i principali trafficanti di droga palermitani e recisi i contatti che questi trafficanti avevano avviato da tempo”, ha detto il capo della Squadra Mobile di Palermo Rodolfo Ruperti commentando l’operazione BalckSmith. Un lavoro “certosino – ha evidenziato Ruperti – quello avviato da tempo dalla Sezione narcotici sulle organizzazioni criminali che si occupano prevalentemente del trasporto su gomma della droga. La ricaduta si vedrà nelle piazze di spaccio palermitane ma anche delle province vicine”.

La mente dell’organizzazione erano Paolo Dragotto e Paolo Di Maggio, che, spiega Ruperti, “avevano avviato fiorenti contatti sia con soggetti del napoletano molto vicini a clan della Camorra sia con soggetti vicini a cosche calabresi”. Il meccanismo era abbastanza semplice. “I trafficanti raccoglievano i soldi, acquistavano lo stupefacente, prevalentemente in Campania, dopo di che la droga veniva stoccata da persone tra virgolette insospettabili, titolari di impianti, di parcheggi, imprese di trasporto, e da li veniva distribuita ad altri soggetti che poi rifornivano le piazze di spaccio di Palermo, ma anche della provincia di Trapani e Siracusa”.

Video http://www.poliziadistato.tv/c_9046pWxdP9