Truffa su rimborsi al Consiglio comunale di Palermo: 4 denunciati, c’è anche un consigliere ancora in carica

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allarme rosso sui conti del comune di palermo

Operazione “Fake refunds”. Truffa sui rimborsi al Consiglio comunale di Palermo. Sequestri per 200 mila euro e quattro denunciati, tra quali due consiglieri comunali, uno dei quali tuttora in carica.

I finanzieri del Nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, coordinati dalla procura della Repubblica (Dipartimento Pubblica amministrazione), hanno dato esecuzione ad un decreto del gip, con il quale e’ stato disposto il sequestro di somme di denaro e beni nei confronti dei quattro, accusati a vario titolo di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso in relazione all’indebita percezione di rimborsi erogati dal Comune di Palermo a fronte di giornate di assenza dal lavoro maturate da consiglieri comunali per la partecipazione a riunioni e commissioni consiliari.

La legge regionale 30 del 2000 stabilisce che i consiglieri hanno diritto di assentarsi dai loro luoghi di lavoro per svolgere il mandato pubblico e che i loro datori di lavoro hanno diritto di ricevere dall’ente pubblico un rimborso pari a quanto da loro corrisposto per retribuzioni e assicurazioni per le ore o le giornate di effettiva assenza del lavoratore-consigliere.

L’attività investigativa ha consentito di accertare che due consiglieri comunali nel quinquennio 2012-2017, uno dei quali rieletto e oggi in carica, hanno simulato di essere dipendenti di societa’/associazioni riconducibili a due persone, inducendo il Comune di Palermo a corrispondere a queste ultime i previsti rimborsi.

L’individuazione delle posizioni degli indagati è scaturita dalla circostanza che i due politici risultavano essere stati assunti da privati successivamente alla loro nomina a consiglieri, circostanza questa che sollevava forti dubbi sulla veridicità dei contratti di lavoro e sulla possibilità che gli stessi fossero stati predisposti per ottenere dal Comune rimborsi non spettanti. Le indagini, condotte mediante acquisizioni e analisi documentali, nonché accertamenti bancari e testimonianza hanno fatto emergere il sistematico ricorso a documentazione e attestazioni fittizie al fine di truffare il Comune di Palermo.