Palermo ultima per affluenza alle urne: alle 19 aveva votato il 47 per cento degli aventi diritto

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Palermo è fanalino di coda tra le città capoluogo di regione per affluenza alle urne in queste elezioni politiche per il rinnovo della Camera dei Deputati e del Senato. Alle 19 a Palermo aveva votato il 46,89 per cento degli avanti diritto, mentre a mezzogiorno il 15,05 per cento, secondo i dati del sito del Ministero dell’Interno. Nelle precedenti politiche del 2013 si è votato in due giorni.

La Sicilia, con il 47,06, ha il dato più basso. L’affluenza a Messina, alle ore 19, ha fatto registrare 94.514 votanti, con una percentuale del 50,79. Per l’appuntamento elettorale delle politiche del 2013, il rilevamento dell’affluenza dei votanti a Messina, effettuato alle ore 19, aveva fatto registrare 68.918 votanti con la percentuale del 35,7. Alle 19, in testa Bologna con il 66,55% a seguire Firenze con il 65,93% e Perugia con il 65,23; Roma si è fermata al 55,44%.

Code ai seggi, ritardi, disguidi nella distribuzione delle schede. L’Italia alle urne col nuovo sistema elettorale ha fatto registrato un po’ ovunque lunghe file di elettori, soprattutto fuori dai seggi delle grandi città, Roma e Milano in testa. L’affluenza, alle 19 intorno al 58,5%, registra un incremento rispetto alle Europee quando alla chiusura delle urne (alle 23) aveva votato il 58,69% degli elettori.

A rallentare il voto, in particolare, le disposizioni circa il bollino antifrode, ovvero il talloncino apposto sulle schede per Camera e Senato che va rimosso richiedendo a scrutatori e presidenti di seggio delle operazioni in più. Tanto che per velocizzare l’attività dei seggi nel pomeriggio i vicepresidenti sono stati autorizzati a supportare i presidenti circa le operazioni connesse proprio al bollino.

Ettore Rosato, candidato Pd e ideatore della nuova legge elettorale, interviene sul caso del tagliando antifrode e, dopo aver ricordato che fu votato all’unanimità, precisa che “non è prevista la trascrizione a mano del numero della scheda, che sta rallentando le operazioni, bastava prevedere solo etichette autoadesive”. A finire in coda al seggio anche il leader della Lega Matteo Salvini che ha commentato “il ministero ha fatto casino”.

Per evitare l’affollamento dei seggi in orario di chiusura Campidoglio e Comune di Milano nel pomeriggio hanno invitato gli elettori “ad andare a votare il prima possibile”. Si teme che i seggi non possano chiudere per le 23 a fronte di lunghe code di elettori. Ma non solo le file hanno caratterizzato la giornata.

A Palermo anche ritardi e sbagli nella distribuzione delle schede

A Palermo sono state ristampate nella notte le schede elettorali di 200 sezioni dove, per un errore nella perimetrazione dei collegi da parte del Comune, erano stati inseriti dei candidati di un altro collegio. Le schede sono state poi ridistribuite ma i seggi hanno aperto con ritardo tra le proteste degli elettori. Problemi analoghi risolti nella notte a Mantova dove però le operazioni di voto sono partite regolarmente alle 7.

Casi di schede con nomi dei candidati sbagliati si sono registrati anche nella Capitale e in Piemonte: in un seggio di Roma, nel quartiere Parioli, la presidente di seggio ha aperto e vuotato l’urna mettendo in una busta i voti degli elettori espressi fino a quel momento, 36, utilizzando le schede sbagliate, assicurando che gli elettori sarebbero stati ricontattati e fatti rivotare. Stessa situazione nel collegio di Rivolta Bormida e Castelnuovo Bormida, in provincia di Alessandria.

Nell’hinterland milanese, a Pioltello, nel napoletano e a Imperia alcune persone sono state denunciate perché sorprese a fotografare la scheda, mentre una Femen è comparsa a seno nudo mentre Silvio Berlusconi stava votando per “annunciargli” che “il suo tempo è scaduto”, come aveva scritto sul suo corpo. La donna è stata indagata. A Napoli la scrutatrice di un seggio ha improvvisamente iniziato a inveire contro i presenti e poi ha strappato l’elenco degli aventi diritto al voto. Voto all’esterno del giardino di una scuola invece per alcuni disabili di Padova a causa di un montascale rotto. E persino il presidente del Comitato Paralimpico, Luca Pancalli si sfoga in in un tweet: “La sezione al primo piano inaccessibile…io e tantissimi anziani costretti a votare in un seggio di fortuna. Vergogna!”. E in serata anche la notizia di due anziani elettori morti per un malore al seggio, una donna di 85 anni a Matera ed un uomo di 88 anni a Pordenone.