Palermo: via libera alla Tari per il 2018, riduzione alle imprese, costi invariati per le famiglie

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Via libera alle tariffe Tari, la tassa sui rifiuti, per il 2018 che per legge deve essere approvata entro il 31 marzo. Dopo una maratona di circa nove ore, a Sala delle Lapidi, il Consiglio comunale di Palermo finalmente ha approvato le tariffe Tari. La delibera contiene una riduzione del 4 per cento per le imprese, mentre l’importo resta sostanzialmente invariato per le famiglie.

“Le tariffe per le famiglie restano inalterate, mentre si registra una lieve diminuzione, pari al 4% dei costi, per le imprese, un segnale di attenzione alla parte produttiva e al cyuore pulsante dell’economia della città che merita attenzione da parte della politica”, affermano il capogruppo del Pd Dario Chinnici e il capogruppo di Sicilia Futura Gianluca Inzerillo.

Per il capogruppo di Palermo 2022 a Sala delle Lapidi Antonino Sala. “Il taglio per le imprese – spiega – è stato possibile grazie alla lotta all’evasione fiscale che ha permesso di recuperare circa due milioni di euro. Altro elemento importante è la sostanziale revisione dei costi del servizio, grazie agli input dell’amministrazione che ha fissato un obiettivo di efficienza per l’azienda partecipata. Stabilendo l’obiettivo della riduzione del 5% dei costi di gestione, l’amministrazione intende condividere e risolvere i problemi insieme all’azienda“.

“E’ necessario un piano di efficientamento dell’azienda – dice il consigliere di Palermo 2022 Massimiliano Giaconia – che eviti in futuro un aumento delle tariffe e che non metta a rischio il bilancio della Rap e saldi i livelli occupazionali“.

“Riteniamo la riduzione della Tari per le aziende un gradito atto di responsabilità da parte del Comune e lo registriamo come un sostegno concreto che accogliamo con soddisfazione”. Lo afferma la presidente di Confcommercio Palermo Patrizia Di Dio la quale, tuttavia, ricorda “che se è vero che il Comune di Palermo applica la tariffa più bassa rispetto ad altri comuni italiani, è anche vero però che la quota non variabile è una delle più alte d’Italia in forza dei più alti costi di gestione, rispetto alla media di altri comuni, della Rap che vanno inevitabilmente a ricadere su cittadini e imprese, pur senza avere fino ad ora garanzia di standard di servizio ottimali”.