Palermo, violentò ragazza inglese: arrestato lavoratore precario ex Pip di 46 anni

0
102

La Polizia di Palermo ha arrestato un pregiudicato palermitano Martino Biuso, di 46 anni per avere rapinato, sequestrato e violentato, il 13 maggio scorso, una ventenne inglese. La ragazza, residente in città da qualche mese, dopo avere passato una notte di divertimento con due cugine e la sorella in alcuni locali, doveva tornare a casa in via Roma, e quindi si era allontanata dalla comitiva dopo qualche bicchiere di troppo in cerca di un taxi per tornare a casa. Ma era salita sull’auto dell’uomo credendo che si trattasse proprio di un taxi.

Martino Biuso, lavoratore precario ex Pip, invece di riportarla a casa l’aveva condotta in un luogo isolato, a Brancaccio, dove in auto aveva abusato di lei e l’aveva rapinata del cellulare e dei soldi, poi l’aveva abbandonata tra le sterpaglie in strada accanto al centro commerciale Forum.

La ragazza, a piedi, era riuscita a raggiungere l’autostrada e solo dopo avere percorso più di un chilometro, alle prime luci dell’alba, aveva trovato soccorso, grazie all’intervento di una guardia giurata che la vide seduta sotto il ponte di via Giafar. La giovane ventenne era arrivata a Palermo a gennaio dell’anno scorso per un progetto universitario di insegnamento in una scuola della provincia.

Per risalire all’uomo che l’avrebbe violentata gli agenti della squadra mobile hanno passato al setaccio le immagini dei sistemi di videosorveglianza di via Roma, piazza Sant’Anna e Corso Vittorio Emanuele. Nei filmati si nota una vettura che procede in via Roma. L’automobilista non appena vede la donna sola fa retromarcia. E dopo pochi minuti la fa salire sulla macchina. Prima di arrivare nella zona di Brancaccio i due si fermano per fare bancomat. E qui che le telecamere riprendono il volto del presunto aggressore.

Le indagini hanno permesso di individuare l’uomo del quale si era in possesso solo di alcune immagini sfocate e del modello e colore dell’auto. Determinante il ruolo della Polizia Scientifica che ha individuato sui vestiti della donna il profilo genetico dell’aggressore.

Il provvedimento è stato emesso dal gip Roberto Riggio, su richiesta del pm Giorgia Righi del pool dei reati sessuali, coordinato dal procuratore aggiunto Ennio Petrigni.