Papa Francesco a colloquio con i giovani siciliani: “No all’omertà e alla logica del tutto è perduto”

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Papa Francesco sferza i giovani siciliani. Incontrandoli in piazza Politeama, a Palermo, nell’ultima tappa del viaggio, Bergoglio li invita a mettersi in gioco. “Dio detesta la pigrizia e ama l’azione. Mettetevelo nel cuore. Non si tratta di muoversi per tenersi in forma: si tratta di muovere il cuore, mettere il cuore in cammino. Il Signore parla a chi è in ricerca. Essere in ricerca è sempre sano: sentirsi già arrivati, soprattutto per voi, è tragico. Capito? Non vi sentite mai arrivati. Mi piace dire, riprendendo l’icona della poltrona, che è brutto vedere un giovane pensionato. E’ brutto, la gioventù ti spinge, ma se tu vai in pensione a 22 anni sei invecchiato troppo presto. No al farci chiudere la bocca da chi vuole zittirci”, dice Bergoglio.

“Gesù non vuole che rimani in panchina, ti invita a scendere in campo. Non ti vuole dietro le quinte a spiare gli altri o in tribuna a commentare, ma in scena. Mettiti in gioco! Hai paura di fare qualche figuraccia? Ma falla, Pazienza. Tutti ne abbiamo fatte tante eh. Perdere la faccia non è il dramma della vita. Il dramma della vita è non metterci la faccia, quello è il danno, è non donare la vita”, osserva.

Il Pontefice risponde anche al come vivere l’essere giovani in Sicilia: “Mi piace dire che siete chiamati a essere albe di speranza. La speranza sorgerà a Palermo, in Sicilia, in Italia, nella Chiesa a partire da voi. Voi avete la possibilità di fare nascere e crescere speranza. Per essere albe di speranza bisogna alzarsi ogni mattina con cuore giovane, speranzoso, lottando per non sentirsi vecchi, per non cedere alla logica dell’irredimibile, quella logica perversa”.

Da qui il monito: “No alla logica perversa del tutto è perduto secondo cui non c’è salvezza per questa terra. No! No al fatalismo e sì alla speranza cristiana. No alla rassegnazione. Per favore, no alla rassegnazione. Un giovane non può essere rassegnato. Tutto può cambiare”. Bergoglio ricorda ai giovani l’importanza delle radici: “In questo tempo di crisi avete radici? Ognuno risponda nel suo cuore: quali sono le mie radici o le avete perse? Sono un giovane con radici o sono un giovane sradicato? Sei un po’ gassoso, senza fondamenti? ‘Padre, dove posso incontrare le radici?’ Nella vostra cultura ci sono tante radici, nel dialogo ma soprattutto parlate con i vecchi. Litigate con i vecchi perché se litighi coi vecchi loro ti diranno cose e ti daranno le radici che nelle tue mani sarà speranza che fiorirà nel futuro. Sennò tutto è perduto”.

Il Papa infine conclude: “Voi siete in piedi, scusatemi se vi ho parlato seduto ma le caviglie mi facevano tanto male a quest’ora”.