Papa Francesco a Palermo: cosa si aspettano i giovani che lo accoglieranno al Politeama

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E’ tutto pronto per “l’abbraccio” dei cinquemila giovani, provenienti da tutta la Sicilia, a Papa Francesco durante la visita a Palermo il 15 settembre nel pomeriggio in piazza Politeama.

“Vivo allo Sperone, mio papà conosceva bene padre Pino Puglisi: la scuola media Franchetti che ho frequentato è vicina al luogo dell’omicidio e frequento il liceo dove ha insegnato il parroco di Brancaccio, dunque i temi della legalità e della lotta alla mafia mi toccano particolarmente. Non vedo l’ora di incontrare Papa Francesco”, dice Giorgio Pace, 18 anni, studente di quinto anni al liceo classico Vittorio Emanuele II.

“La presenza del Papa – aggiunge Giorgio (nella foto) – è un segnale forte che la Chiesa vuol dare, un messaggio universale, il riconoscimento di chi operando nella fede è stato assassinato. Spero che la visita serva da stimolo per tutti, il problema mafia non è stato risolto e rimane attuale. Papa Francesco dai giovani viene avvertito come più vicino, per il suo modo di parlare, di agire e di operare”. I ragazzi arriveranno a Palermo il 14 settembre e saranno ospitati nelle parrocchie e negli istituti religiosi, dove dormiranno nei sacchi a pelo. Faranno la cena a sacco e alle 21,30 del 14 settembre si riuniranno per le veglie di preghiera.

“E’ la prima volta che incontro un Papa – dice Alexia Bianco, studentessa di 17 anni -. Sono molto interessata ad assistere alla messa che credo sarà una esperienza molto bella sia per i credenti che per i non credenti. Vorrei che il Pontefice parlasse dei temi legati all’immigrazione dei migranti e dei temi che interessano ai giovani”.

“La presenza del Papa è una opportunità – dice Francesca Aiello (nella foto), 38 anni, impegnata nel Movimento giovanile francescano di Sicilia -. La presenza di Papa Francesco sta dando vita ad aggregazioni tra laici impegnati, di solito ciascuno di noi lavora nelle proprie parrocchie in modo autoreferenziale, oggi siamo tutti impegnati ad accoglierlo. Ci stiamo organizzando per accogliere i giovani che arrivano da altre città ed è bella l’idea di questa mobilitazione che ci apre all’accoglienza dell’altro, seppur siciliano come noi. Papa Francesco arriva a tutti, al laico, al religioso e all’ateo”. “E’ una grande gioia avere il Papa in Sicilia ed anche a Palermo – dice Ilenia Sammaritano, 23 anni, specializzanda in Scienze pedagogiche all’Università di Palermo, del Movimento giovanile francescano di Sicilia -. Papa Francesco è molto vicino ai giovani, avremo tanti momenti di aggregazione tra le varie realtà parrocchiali, saranno due giorni intensi e di grandi aspettative. Anche la visita programmata nella Missione di Biagio Conte è un chiaro messaggio di speranza e di apertura, spesso guardiamo a noi stessi e non agli altri più bisognosi, è una cosa molto bella, dovremmo riflettere in modo ampio”.

“Sarà una grande giornata – dice Emio Cinardo, 43 anni, insegnante di religione e componente della Consulta della pastorale giovanile – un ulteriore momento di riflessione con la commemorazione di Padre Puglisi, che dà valore al vissuto palermitano problematico. Mi auguro le parole del Papa puntino dritto al cuore dei giovani per rifocillare la speranza, le attese, i loro desideri che siano da stimolo per la riconquista della fiducia che molti hanno perso”. (ANSA)