Parla l’avvocato di Pamela Prati: “La mia assistita vittima di un raggiro per la sua fragilità emotiva”

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l'avvocato di pamela prati, irene della rocca

Da settimane tiene banco la contorta vicenda che vede protagonista la soubrette Pamela Prati, ma la storia, dalle pagine del gossip e della cronaca rosa, si è presto trasferita nelle aule giudiziarie. A difendere l’ex stella del Bagaglino, mancata sposa di un inesistente Mark Caltagirone, sedicente madre adottiva di due bambini e forse vittima inconsapevole delle sue due agenti, Pamela Perricciolo ed Eliana Michelazzo, è stata chiamata l’avvocato Irene Della Rocca del Foro di Roma.

Avvocato, innanzi tutto un’impressione personale: a suo avviso la sua cliente è una gran furbacchiona che ha ordito questa complessa trama per qualche ospitata e per rinverdire la sua notorietà, oppure è davvero un’ingenua?

Sicuramente è una persona molto, molto fragile e facilmente raggirabile sotto il profilo emozionale ed emotivo. Lavorando nel mondo dello spettacolo risulta apparentemente una donna dura, ma ha alle spalle una vicenda personale difficile. E’ stata abbandonata dal padre fin dalla prima infanzia. E, proprio sul padre, aveva aveva imbastito una realtà totalmente inventata, raccontando che fosse un ballerino di flamenco di origine spagnola, quando in realtà si trattava di un semplice macellaio sardo. Questa bugia sul padre la favoleggiava fin da bambina, forse per giustificare, agli altri ma forse soprattutto a se stessa, la lontananza e il disinteresse del genitore.

Quindi l’infanzia travagliata è una delle cause della fragilità di Pamela Prati?

Presumo sia uno dei motivi. Lei ha avuto un rapporto viscerale con la madre che però, trovandosi in precarie condizioni economiche e con un lavoro umile e non remunerativo, non è stata in grado di occuparsi degli 8 figli, tutti così cresciuti in collegio, compresa Pamela.

Ma, avvocato Della Rocca, nonostante questi problemi vissuti da bambina, veramente una donna di spettacolo, con tanta esperienza alle spalle, si è fatta irretire in modo tanto plateale?

In realtà è molto peggio di quanto finora trapelato, perché ci sono dei fatti che al momento non posso rendere pubblici per riservatezza verso la mia assistita e per via delle indagini in corso. Si stanno infatti valutando numerosi eventi, compresi video e foto compromettenti, account su vari social e conversazioni telefoniche. Posso però dire che, nel caso della signora Prati, si è trattato della conferma di un meccanismo ben consolidato e già usato in passato sempre da Perricciolo e Michelazzo.

Di preciso che cosa contesta Pamela Prati alle sue ex agenti?

Sarà la magistratura a valutare le responsabilità di ognuna. Vi sono però altre truffe perpetrate da questa due donne. La vicenda della Prati ricalca esattamente quando già accaduto ad altre persone del mondo dello spettacolo come Sara Varone, Manuela Arcuri e Alfonso Signorini, ma anche della politica come Wanda Ferro, tutti bersagli del duo Michelazzo-Perricciolo e a cui erano stati appioppati fidanzati inesistenti.

Quindi Michelazzo e Perricciolo erano solite avvicinare personaggi noti in momenti di fragilità per guadagnarne la fiducia?

Infatti. Pamela Prati è stata contattata circa un anno e mezzo fa, poco dopo la morte di una sorella. Subito dopo Perricciolo e Michelazzo hanno preso in mano le redini della situazione, esautorando il vecchio agente, convincendo inoltre la mia assistita a cambiare numero di telefono e a cancellare su Instagram tutte le foto che la ritraevano con amici con cui aveva rapporti trentennali.

Considerando le precedenti truffe, Pamela Perricciolo ed Eliana Michelazzo, hanno già subito condanne?

No, perché molti di coloro che hanno dichiarato di essere stati raggirati, non hanno mai sporto denuncia sia per vergogna che per il timore che saltassero fuori dei video compromettenti. Il metodo infatti era sempre lo stesso: si agganciava la vittima su Facebook, Instagram o Messenger usando un account fake; dopo aver creato un rapporto confidenziale, si chiedeva alla malcapitata di mandare filmati in cui si mostrasse tangibilmente il proprio amore, utilizzando poi questo materiale per trarne utili di vario genere e per tenerle in pugno e manovrarle.

Ma questo tale Mark Caltagirone è una persona che esiste veramente e fa parte di questi piani diabolici, oppure è una figura totalmente inventata?

Si tratta di una figura di fantasia e già usata per altri raggiri da oltre 10 anni, come asserito dalla stessa Perricciolo, nelle sue dichiarazioni, seppure farcite da infinite contraddizioni.

E allora chi interloquiva con la Prati sui social, sempre le due ex agenti?

Possiamo ipotizzarlo, anche se la Perricciolo ha detto che questi falsi profili sono stati creati quando lei era ancora all’università e che le password sono in possesso di almeno dieci persone. In seguito ha detto che questi profili erano stati inventati all’interno dell’agenzia di spettacoli Aicos e che quindi in tanti vi avevano accesso.

Quindi sarà difficile appurare con chi chattava la sua assistita?

Qualcosa di più si potrà sapere al termine delle indagini e con l’ausilio della polizia postale si accerterà da quale indirizzo IP sono partite queste comunicazioni. Di sicuro Pamela Prati non ha mai incontrato fisicamente qualcuno che si spacciasse per Mark Caltagirone.

La Prati ha visto fotografie fatte passare per quelle di Caltagirone?

Sì, questo sì. Hanno mostrato alla Prati delle immagini rubate dai social, appartenenti ad un certo Marco Di Carlo, il quale ignaro di tutto, nel frattempo ha presentato denuncia per furto d’identità. Tra l’altro, molto stranamente, è stato accertato che quest’uomo avrebbe incontrato la signora Prati oltre 20 anni fa, ma di cui lei ovviamente, vedendo tanta gente per lavoro, non aveva alcun ricordo.

Riguardo ai fantomatici bambini adottivi, Sebastian e Rebecca, cosa dice la Prati?

Lei spiega di aver ricevuto videomessaggi e foto dei bimbi da Messenger e Instagram.

Non mi sembra plausibile che i due minori gestissero in autonomia degli account social, chi ha manovrato i bambini?

La Prati sapeva poco o nulla di Rebecca e Sebastian, soltanto che erano stati presi in affido da Mark Caltagirone. Lei ha incontrato solo il maschietto il quale, per stessa ammissione della Perricciolo, è iscritto all’agenzia Aicos. Il bambino è lo stesso raffigurato in una foto con l’onorevole Ferro, scattata alla stazione Termini di Roma. Al piccolo, per giustificare questi incontri, era stato detto che si trattava di provini in vista della sua partecipazione ad una fiction in cui avrebbe dovuto interpretare un bambino malato di tumore alla gola, figlio di un imprenditore.

I genitori di questo bambino erano al corrente e consapevoli del raggiro?

No. Infatti anche loro hanno provveduto ad incaricare un legale e hanno sporto denuncia per quanto accaduto.

Di cosa si occupa di preciso l’agenzia Aicos?

Gestisce la partecipazione a spettacoli per personaggi di basso livello artistico. L’agenzia era inizialmente appartenente alla Perricciolo che poi ha ceduto nominalmente il 100% delle quote alla Michelazzo, pur essendo nei fatti rimasta socia al 50%.

Avvocato Della Rocca, lei ha difeso la signora Prati in altre occasioni o si tratta della prima volta? Perché ha scelto proprio lei come suo legale di fiducia, si è forse occupata di casi simili?

La signora Prati si è rivolta a me per un bizzarro scherzo del destino, poiché mi è stata presentata proprio dalla Perricciolo. La Perricciolo è stata per un breve periodo, parecchi anni fa, l’autista di mia madre durante una campagna elettorale, ed erano militanti nello stesso partito politico.

Quindi avvocato, conoscendo personalmente da tempo la Perricciolo, hai mai sospettato che potesse essere in grado di commettere i reati di cui adesso è accusata?

In realtà l’ho incontrata pochissime volte. Mi ha poi ricontattata anni fa, quando la figlia di mia marito partecipò al Grande Fratello, per proporre alla ragazza, dopo la sua uscita dalla famosa casa, di partecipare ad alcune serate. Poi mi cercò nuovamente nel luglio dello scorso anno per una contestazione mossa alla signora Prati.

Mi scusi avvocato, ma come mai Pamela Prati si è rivolta a lei pur sapendo che, sebbene superficialmente, conosce da tempo la Perricciolo?

Perché agli inizi di aprile Pericciolo e Michelazzo accompagnarono da me la Prati per chiedermi di occuparmi di un’altra vicenda, ossia quella riguardante Luigi Oliva, un ex fidanzato (questa volta reale) della soubrette, incolpato di aver diffuso dati sensibili dell’ex compagna senza esserne stato autorizzato. In particolare raccontando ad un sito scandalistico di fantomatici debiti di gioco della sua ex. All’epoca io non avevo la più pallida idea di ciò che stavano tramando le due agenti e neppure sapevo dell’annuncio dato ai 4 venti dell’imminente matrimonio. Questo mio non conoscere i pettegolezzi attorno alla vicenda, mi è servito per restare immune e obiettiva.

In questi ultimi giorni, di che umore ha trovato la Prati? Il fatto che il raggiro sia emerso in maniera tanto eclatante l’ha turbata o rincuorata?

La signora è tuttora molto provata da questa vicenda, in quanto sotto il profilo mediatico lei appare come una truffatrice o come un’approfittatrice. Di sicuro la mia assistita ha sbagliato nel non essere completamente trasparente. Ma, ovviamente una donna di 60 anni, ammettendo di aver conosciuto il fidanzato e futuro marito solo via Messenger rischia di coprirsi di ridicolo. Pamela Prati purtroppo, ad un certo punto ha subodorato di poter essere presa in giro, ma ha anche continuato a credere fino all’ultimo a questa favola che le avevano costruito attorno.

Finora quali sono le accuse mosse dai magistrati nei confronti di Perricciolo e Michelazzo?

Questo non posso dirlo perché sarà compito della magistratura appurare ogni cosa. Intanto noi abbiamo sporto denuncia esponendo la vicenda e fornendo tutti gli elementi in nostro possesso agli inquirenti.

Dunque si procede per truffa e circonvenzione d’incapace?

Queste sono alcune delle ipotesi che abbiamo avanzato. Ma è vero che la circonvenzione d’incapace è un reato tra i più difficili da dimostrare, soprattutto se circostanziata in un determinato momento. Noi abbiamo chiesto di procedere anche per le truffe, le estorsioni e i ricatti.

Ma cosa ricavavano Perricciolo e Michelazzo mettendo a segno questi macchinosi raggiri, c’era un vantaggio economico?

Sicuramente la Michelazzo ha avuto un riscontro economico, visto che ha intascato importanti gettoni di presenza per partecipare alle trasmissioni di Barbara D’Urso. Inoltre le due agenti hanno avuto molta visibilità grazie alla televisione.

In sostanza, le due agenti hanno estorto del denaro a Pamela Prati?

A questa domanda al momento non posso rispondere. Però vorrei che si facesse chiarezza sull’implicazione del piccolo Sebastian (che naturalmente non sia chiama veramente così). Premetto che l’utilizzo di un minore è senza dubbio una cosa esecrabile sotto qualsiasi aspetto. Alla signora Prati è stato detto di fare schifo per aver usato un bambino in questa vicenda. Ma lei, come avrebbe potuto servirsi di un bambino di cui non conosceva neppure il vero nome? La mia cliente ha incontrato il bimbo in una sola occasione in un bar nei pressi di Ponte Milvio, dove era stato accompagnato dalla Perricciolo. L’avvocato Leonardo D’Erasmo che tutela la famiglia del minore, ha spiegato che il bambino era convinto di recitare, essendo in forza all’Aicos e che ha avuto contatti esclusivamente con la Perricciolo. Abbiamo anche potuto prendere visione del contratto di Sebastian, continuiamo a chiamarlo così… L’undicenne è stato usato per continuare a far credere alla Prati dell’esistenza di questa famigliola di cui presto lei sarebbe entrata a far parte.

Che ruolo hanno giocato i media in questa vicenda dai tanti lati ancora oscuri?

La Perricciolo e la Michelazzo hanno fatto di tutto affinché questa messinscena da loro ordita avesse la maggior rilevanza mediatica possibile. In un caso hanno addirittura tirato giù dal letto la signora Prati per trascinarla in una trasmissione televisiva al fine di raccontare la nuova vita che si accingeva ad intraprendere. La mia assistita in questi ultimi giorni è molto preoccupata dei video e dei contenuti delle chat che potrebbero venir fuori, offuscando ulteriormente la sua immagine.

Dato che il diritto all’oblio con Internet è praticamente impossibile, si comprendono le legittime paure della showgirl.

Infatti questo materiale è uno strumento di ricatto vero e proprio. Intanto attendiamo come la magistratura deciderà di qualificare i reati in questione, anche se è ancora presto per saperlo. Al momento, ciò che contesto vivacemente sono alcune trasmissioni televisive che si sono accanite contro Pamela Prati senza conoscere veramente i fatti e senza un effettivo contraddittorio. E’ stato anche detto che la mia assistita ha debiti di gioco e che ha un pignoramento per 372 mila euro da parte dell’Agenzia delle Entrate, senza spiegare che si tratta di un pignoramento presso terzi e non su immobili. A Tal proposito, smentisco che la Prati abbia debiti di gioco, si tratta di mere illazioni. Inoltre mi piacerebbe sapere come certi documenti riservati siano arrivati ad essere mostrati in varie trasmissioni televisive.