Partinico: fermato un operaio di 34 anni per l’aggressione al giovane senegalese

0
45

L’uomo fermato dai carabinieri per l’aggressione del diciannovenne senegalese avvenuta tre giorni fa a Partinico è un operaio di 34 anni: è stato denunciato per lesioni personali aggravate dall’odio razziale. Diversi testimoni hanno confermato che si trovava nel bar dove lo straniero è stato aggredito e picchiato.

“Esprimo la solidarietà della Chiesa di Monreale nei confronti di questo fratello senegalese che è stato aggredito, come esprimo la più ferma condanna nei confronti di quest’atto di razzismo, di xenofobia”. Lo dice l’arcivescovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi. “L’atteggiamento dei cristiani e di tanti uomini di buona volontà in Sicilia è caratterizzato dall’accoglienza, dalla protezione umanitaria, dalla promozione della persona umana, dall’integrazione nel territorio e nella nostra cultura. Basti pensare ai soccorsi agli immigrati da parte dei pescatori, dei militari, dei medici, dei volontari, della Caritas, delle associazioni – scrive il prelato in una nota Pennisi – A coloro che sono sbarcati nelle nostre coste il nostro compito di cristiani è quello dell’accoglienza, del prendersi cura, vincendo il muro dell’indifferenza, con lo stile del buon samaritano. Siamo chiamati a farci prossimo degli altri, chiunque egli sia e da qualsiasi parte arrivi, qualsiasi problema porti, qualsiasi sia la difficoltà; siamo chiamati a fare sempre il primo passo verso uno stile di accoglienza e di misericordia, a guardare chiunque bussa alla nostra porta con quello che ho detto Gesù: Ero straniero mi avete accolto”.

Monsignor Pennisi aggiunge: “Ogni forestiero che bussa alla nostra porta è’ un’occasione di incontro con Gesù Cristo, il quale si identifica con lo straniero accolto e rifiutato di ogni epoca”.

“E’ necessario allora una rivoluzione culturale – prosegue Pennisi – occorre aprirsi alle logiche dell’accoglienza, della solidarietà; bisogna lavorare moltissimo sull’educazione e sulla cultura dell’ incontro, fornendo dati reali. Prima ancora del semplice accogliere, oggi è fondamentale creare una cultura dell’ accoglienza, correlata alla cultura della mondialità, per creare una globalità umanizzata e umanizzante”.

“Proprio in questi giorni il parroco di Santa Caterina in Partinico (dove è avvenuta l’aggressione) si trova in Africa con un gruppo di volontari, in Tanzania, proprio per aiutare quelle persone sul posto, sia attraverso l’evangelizzazione che attraverso opere di promozione umana e sociale, per far sì che ci sia uno sviluppo e un’attenzione a queste persone, anche in Africa”, conclude l’arcivescovo di Monreale.

“I fatti di Partinico fanno emergere la grave emergenza sociale e culturale che sta inesorabilmente disgregando la nostra società: il razzismo. E bene ha fatto la Procura di Palermo a iscrivere l’operaio di 34 anni che si è macchiato di questo vile gesto nel registro degli indagati per istigazione razziale. Ma poiché non c’è alcun dubbio che questi atti di intolleranza sono il frutto avvelenato della narrazione populista e discriminatoria che vede nel ministro dell’Interno il suo massimo interprete, mi aspetto che la Procura voglia completare le iscrizioni aggiungendo anche Matteo Salvini per concorso morale nello stesso reato. E se ciò non accadrà, depositerò personalmente una denuncia in tal senso a nome del Partito Democratico di Palermo”, afferma, in una nota, Carmelo Miceli, deputato del Pd e segretario provinciale dei dem a Palermo. (ANSA)