Peculato: hotel e ristoranti di lusso tra i rimborsi di Ingroia che dice di avere “la coscienza a posto”

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FOTO IPP/MIPA MILANO 21/01/2014 TRASMISSIONE LINEA GIALLA NELLA FOTO ANTONIO INGROIA magistrato

Nella lista delle spese che l’ex pm Antonio Ingroia si sarebbe fatto rimborsare indebitamente quando era amministratore unico della società regionale Sicilia e Servizi risultano diversi pernottamenti a Villa Igiea, lussuoso hotel di Palermo, per cifre che arrivano anche a 2.275 euro e cene in alcuni ristoranti come quello del noto chef Natale Giunta in cui avrebbe speso 120 euro.

Sono alcuni particolari dell’inchiesta per peculato (leggi anche https://www.ilsitodisicilia.it/peculato-sequestrati-151mila-euro-ad-ex-pm-antonio-ingroia-e-al-revisore-antonio-chisari/) a carico dell’ex magistrato a cui il gip, su richiesta della Procura, ha sequestrato oltre 151 mila euro. Secondo gli inquirenti, gli unici rimborsi che gli sarebbero spettati erano quelli relativi ai trasporti – Ingroia ora vive a Roma e per svolgere la sua attività doveva viaggiare -, mentre nessuna somma avrebbe dovuto percepire per vitto e alloggio.

All’ex magistrato, è stata contestata poi l’autoliquidazione indebita di un’indennità di risultato di 117 mila euro relativa all’anno 2013, quando aveva avuto il compito di liquidare Sicilia e Servizi. Secondo la Procura, l’entità della indennità sarebbe sproporzionata rispetto ai risultati raggiunti. La materia è disciplinata da una normativa molto complicata, modificata nel 2008, che stabilisce che l’indennità debba essere liquidata se ci sono utili e comunque in misura non superiore al doppio dello stipendio annuo lordo del manager che era di 50mila euro.

La vecchia normativa inseriva tra i criteri per la quantificazione anche la ragionevolezza e la proporzione tra il quantum percepito e il risultato raggiunto. Secondo i magistrati, nonostante la modifica legislativa, i parametri di proporzione e ragionevolezza non sarebbero stati eliminati dalla nuova formulazione. Tesi, quella dell’accusa, che fa apparire esorbitante, rispetto agli utili fatti, la cifra liquidata all’ex pm. In virtù dell’autoliquidazione infatti gli utili sono passati da 151 mila a 33 mila euro. Insomma nelle tasche di Ingroia sarebbe finito poco meno dell’80% del risultato conseguito dalla società grazie alla sua gestione.

La replica di Antonio Ingroia

”Ho appreso dalla stampa del provvedimento emesso nei miei confronti, prima ancora che mi venisse notificato. Comunque ho la coscienza a posto perché so di avere sempre rispettato la legge, come ho già chiarito e come dimostrerò nelle sedi competenti. La verità è che ho denunciato sprechi per centinaia di milioni di euro, soldi che solo io ho fatto risparmiare, e invece sono accusato per una vicenda relativa alla mia legittima retribuzione”. Sono le parole che scrive in una nota Antonio Ingroia, dopo il provvedimento di sequestro. “Ma, ripeto, dimostrerò come stanno le cose. Intanto continuo il mio lavoro di avvocato sempre con lo stesso impegno e nella stessa direzione: oggi sono in udienza a Reggio Calabria, nel processo ‘Ndrangheta stragista, come avvocato di parte civile delle famiglie dei carabinieri Fava e Garofalo uccisi nel 1994 dalla mafia e dalla ‘Ndrangheta, vicenda collegata con la trattativa Stato-mafia”, continua l’ex procuratore aggiunto di Palermo.

Il ministro Andrea Orlando non commenta

“Non commento i provvedimenti della magistratura”. E’ quanto si è limitato a dire il ministro della Giustizia, Andrea Orlando, interpellato dai cronisti sulla vicenda che vede coinvolto l’ex pm Antonio Ingroia.