Politiche, Di Maio (M5S) a Palermo contro tutti: se la prende con Miccichè, Berlusconi e Renzi

0
53

“Mi piangeva il cuore quando ho sentito il presidente dell’Ars appena eletto dire che stipendi e vitalizi non si toccano. Lo sapevo che non avrebbero tagliato gli sprechi, perchè loro si nutrono di quegli sprechi, non li taglieranno mai i tetti degli stipendi”. Lo ha detto il candidato premier del M5s, Luigi DI Maio, al Teatro Biondo DI Palermo, attaccando il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè in merito alla questione dei tetti agli stipendi.

“Il centrodestra non ha un candidato premier. E alla fine dal cappello uscirà un altro Miccichè”, ha detto il candidato premier grillino Luigi Di Maio alludendo alla scelta di Gianfranco Miccichè come presidente dell’Ars. “Hanno votato Musumeci e si sono ritrovati Miccichè come presidente dell’Ars”.

“Siamo prima forza politica Paese. Berlusconi e Renzi hanno rubato il futuro della mia generazione, di quelle prima di me o che vengono dopo di me. Elimineremo il rischio del voto di scambio con il reddito di cittadinanza”, ha affermato nel suo intervento a Palermo il candidato premier del M5s, Luigi Di Maio. “Questi signori da quando sono stato eletto in Parlamento passano il tempo a criticarmi perché ho fatto il cameriere, il muratore, lo steward allo stadio San Paolo, mentre loro non hanno mai fatto un giorno lavoro”, è il colpo di fioretto di Luigi Di Maio ai leader degli altri partiti, mentre alla platea del Teatro Biondo mostrava una foto di famiglia dei De Luca.

“Il 4 marzo sarà un ballottaggio tra il centrodestra e noi. Il centrosinistra è finito. Il voto a loro è un voto a Berlusconi. E voglio dire che non sono uomo solo al comando. Io credo nella squadra ma chiunque verrà eletto dovrà rispettare delle regole. Chi si candida con noi deve essere residente nel territorio, non come la Boschi che si candida in Trentino e a Siracusa. L’unico posto in cui non c’è è casa sua, dove ha combinato quel che ha combinato”, ha detto il candidato premier grillino Luigi Di Maio. “Una volta eletti questi catapultati, che non conoscono il territorio, non li vedrete più”, ha aggiunto Di Maio.

“Giovedì, a Roma, presenterò tutti i ministri del futuro governo del Movimento 5 stelle e non saranno persone strettamente legate al movimento, voglio che nei ministeri ci vadano le persone giuste, non di parte. Saranno persone che sono patrimonio del Paese, devono avere questa opportunità”, ha aggiunto Luigi Di Maio. “Il generale Sergio Costa, che ha scoperto la terra dei fuochi con le sue indagini – ha aggiunto il leader grillino -, non è una persona del M5S, è la persona giusta da mettere al ministero dell’Ambiente”.

“Per eliminare la burocrazia bisogna fare meno leggi. In cima al nostro programma c’è l’abolizione di 400 leggi che vi stanno rendendo la vita un inferno. Partiremo da quelle che avrebbero dovuto combattere gli evasori e invece hanno danneggiato la gente”, ha detto Luigi Di Maio a Palermo per la conclusione della campagna elettorale. “Quante leggi anticorruzione sono state approvate e con quali risultati?”, ha aggiunto Di Maio.