Politiche, le proposte di Fratelli d’Italia per il turismo e Urso dice: “Ministero ad hoc e dimezzare Iva”

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Un ministero ad hoc, il dimezzamento dell’Iva sul turismo e l’eliminazione dell’Imu sui beni strumentali oltre a un “provvedimento choc” pensato per la Sicilia. Eccolo in sintesi il pacchetto di proposte per il rilancio del Turismo messo a punto da Fratelli d’Italia per il governo della Nazionale.

A presentarlo durante una conferenza stampa convocata a Palermo, alla presenza, tra gli altri, dell’assessore al Turismo della Regione siciliana, Sandro Pappalardo, del coordinatore regionale di Fratelli d’Italia della Sicilia occidentale e candidato alle politiche del 4 marzo, Giampiero Cannella, del capogruppo all’Ars di #diventeràbellissima Alessandro Aricò, del presidente provinciale di Fratelli d’Italia, candidato al Senato, Raoul Russo, è stato l’ex vice ministro ministro del Commercio estero, Adolfo Urso. Hanno partecipato anche i candidati Tania Pontrelli e Dario Falzone con numerosi sostenitori.

“Un programma – spiega Urso all’Adnkronos – che attueremo il giorno dopo che gli italiani ci avranno dato il consenso necessario a formare un governo che dovrà agire subito in maniera radicale per dare una spinta allo sviluppo, all’economia e al lavoro”.

Tre le proposte programmatiche di Fratelli d’Italia per rilanciare il settore turistico. Innanzitutto la creazione di un ministero per le Politiche turistiche con portafoglio, che “possa coordinare, indirizzare e promuovere all’estero, sui mercati globali, il “prodotto Italia” – spiega Adolfo Urso – perché in questi anni è mancata una strategia e abbiamo assistito a una frammentazione delle competenze”.

Poi c’è il dimezzamento dell’Iva sulle attività turistiche alberghiere dal 10 al 5 per cento. “E’ pienamente compatibile con le direttive europee – spiega Adolfo Urso, candidato -. Questo significa dare un grande impulso agli investimenti e alla creazione di nuovi posti di lavoro”. Infine, l’eliminazione dell’Imu sui beni strumentali. “Molti albergatori non riescono ad andare avanti perché rispetto a quando avevano programmato, l’aumento delle tasse sui loro beni strumentali ha di fatto reso meno competitiva la loro attività”.

Ma nel pacchetto di proposte c’è spazio anche per una “norma speciale” che riguarda la Sicilia. “Vogliamo realizzare come Governo nazionale un provvedimento destinato all’Isola in quanto Regione Obiettivo 1 e insulare dell’Europa simile a quello che il Portogallo e la Bulgaria hanno già realizzato – spiega Adolfo Urso -. Prevediamo di detassare le pensioni che i cittadini europei incassano dal proprio Stato laddove decidano di espatriare e di vivere in maniera residenziale in Sicilia per almeno sei mesi e un giorno l’anno. Questa legge si basa sugli accordi bilaterali sulla doppia imposizione fiscale che l’Italia ha firmato con tutti i Paesi dell’Ue e anche con altri nel mondo”.

Il provvedimento sarà limitato ai cittadini dell’Unione europea. “Per i primi 10 anni della loro residenza in Sicilia – prosegue Adolfo Urso – rinunceremo a prelevare dalla loro pensione i contributi alla fonte”. Un provvedimento che sarà “un grande incentivo per i pensionati europei a stabilirsi in Sicilia ed un impulso straordinario per gli investimenti e per tutto l’indotto che può generale. Molti borghi verranno rianimati dalla loro presenza. La legge ha permesso in Portogallo di aumentare dell’1 per cento il Pil già nel primo anno. In Sicilia – conclude Urso – pensiamo che possa permettere di recuperare almeno cinque punti di Pil nei primi tre anni di esercizio. Oggi le previsioni Istat ci dicono che la Sicilia con questo lentissimo ritmo di crescita tornerebbe ai livelli pre-crisi nel 2026. Con un provvedimento di questo tipo – conclude Adolfo Urso – la Sicilia diventerebbe il polo turistico europeo e del Mediterraneo per eccellenza. Sarebbe un volano per tutte le attività produttive dell’Isola”.