Precari, il bluff della legge approvata all’Ars: non è stabilizzazione ma proroga

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esercizio provvisorio
sala d'ercole

Precari in Sicilia: la politica di casa nostra si prepara alle scadenze elettorali – amministrative, nazionali e regionali – e lancia un messaggio che appare come un vero e proprio inganno piuttosto che un segnale di serenità e di sicurezza per il futuro dei lavoratori a termine siciliani.

Quella approvata dall’Assemblea regionale siciliana mercoledì sera e che passa come la norma per la stabilizzazione degli oltre 20 mila precari siciliani, 16 mila degli enti locali, 5 mila Asu, 1.500 precari delle Aziende sanitarie, altri 500 dipendenti a tempo della Regione e 3.200 ex Pip, è soltanto e semplicemente una proroga. Infatti si parla di stabilizzazione per almeno due anni.

Tanto che immediatamente onde evitare facili fraintendimenti, il presidente dell’Ars Giovanni Ardizzone ha sentito il bisogno di evidenziare con una nota che “quella dei precari è una vicenda triste della politica siciliana. Occorre per questo essere chiari: quella approvata è solo una proroga e non una stabilizzazione. Per quest’ultima è stato avviato un percorso, che può essere definito solo d’intesa con il governo nazionale”. Dunque, il messaggio che si vuol far passare non è nella sostanza quello che è stato varato da un’Assemblea regionale che in questi anni non ha mai voluto far chiarezza sul fenomeno del precariato siciliano. Stabilizzazione che dovrà inevitabilmente passare da un confronto con il governo nazionale. Ma l’Ars nell’ultima seduta di fretta e furia, tra l’altro, ha approvato anche l’esercizio provvisorio fino a febbraio.

La norma sui precari prevede anche che, in deroga al blocco delle assunzioni, se tra il personale “con contratto di lavoro subordinato non siano presenti figure professionali necessarie all’espletamento delle funzioni e dei servizi istituzionali, le amministrazioni interessate possono instaurare rapporti di lavoro flessibile a patto che non vi sia un aumento dei costi”. Dunque, porte aperte a nuovi precari.

“La stabilizzazione dei precari è legge, è il nostro augurio di fine anno per tutta la fascia del precariato”, dice in una nota il presidente della Regione siciliana, Rosario Crocetta. Sarà vero quanto afferma il presidente della Regione, perché per quello che si legge nel comma 3 dell’articolo 3 non sembra proprio. “Tutti i precari, gli Rmi, ex Pip, Asu vengono prorogati e soprattutto nei confronti di queste ultime categorie viene riconosciuto il diritto alle ferie, alla malattia, alla maternità che fino ad oggi non era stato riconosciuto. E’ una grande pagina di dignità, che abbiamo voluto dare a tutti i lavoratori precari della Sicilia. Adesso – conclude il presidente – pensiamo ai disoccupati”.

“E’ un ddl valido, logico e di grande valore, lo difenderemo fino in fondo con il Governo nazionale e affronta il problema a 360 gradi indicando un percorso – spiega l’assessore regionale all’Economia Alessandro Baccei -. E’ stato un lavoro di squadra, fatto ascoltando precari e sindacati, andando sul territorio e creando una proposta che tenesse conto dei vicoli finanziarie e delle esigenze e delle aspettative di questi lavoratori. Abbiamo ritenuto utile mettere dei punti fermi per cominciare una discussione. Sarebbe stato più facile rimandare tutto, come è stato fatto nei 28 anni precedenti. Invece ci siamo presi la responsabilità di affrontare il tema dei precari”, sostiene Baccei. “Non è un percorso in discesa – aggiunge -, ma questa è la migliore soluzione per la Sicilia, per i lavoratori e per le amministrazioni pubbliche. E possibile che nel confronto con il Governo nazionale dovremo limare dei passaggi, ma questo è un percorso che avevamo già condiviso con l’esecutivo nazionale”.

Il ddl precari approvato ieri dall’Assemblea regionale siciliana ”affronta il problema a 360 gradi indicando un percorso. E stato un lavoro di squadra, fatto ascoltando precari e sindacati, andando sul territorio e creando una proposta che tenesse conto dei vicoli finanziarie e delle esigenze e delle aspettative di questi lavoratori”. A dirlo è stato l’assessore all’Economia della Regione siciliana, Alessandro Baccei, durante una conferenza stampa convocata a Palazzo d’Orleans dal governatore Rosario Crocetta.     Per l’esponente della Giunta Crocetta si tratta di ”una proposta collaborativa”, che traccia ”nel tempo un percorso che doveva essere fatto insieme al Governo nazionale, ma che è stata bloccata dalle vicende nazionali. Adesso continuerà un dialogo con il Governo nazionale ma ci è sembrato importate avere un documento che indicasse le tappe da seguire”.