Il presidente regionale di Legambiente a Faraone: “No al condono edilizio”

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Il presidente regionale di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, continua l’opera di sensibilizzazione contro l’ipotesi di una nuova sanatoria. Dopo avere scritto al Presidente dell’Ars ed al Ministro degli Interni, oggi ha inviato una lettera al sottosegretario Davide Faraone al quale chiede due impegni.

“Come hai visto – scrive Zanna – la brutta politica ci riprova con l’ennesimo tentativo di sanatoria. Visto il tuo ruolo e protagonismo politico qui in Sicilia, direi che già sarebbe cosa buona e giusta una tua personale presa di posizione contro questa vergognosa ipotesi. Ma ti scrivo, anche e soprattutto, per chiederti qualcosa di più, qualcosa di concreto e fattivo. Vorrei fare leva sul tuo noto rapporto con il Presidente del Consiglio, Matteo Renzi, un legame, mi par di capire, che va oltre quello politico e di militanza, visto che e’ anche di amicizia. Ti chiedo su questa vicenda di ‘sfruttare’ anche questo non secondario aspetto, oltre a quelli più strettamente politici, per raggiungere due obiettivi. La prima richiesta spero che sia inutile, che non serva: qualora sciaguratamente l’Ars dovesse approvare l’emendamento Fazio, il Governo nazionale si deve impegnare fin da adesso ad impugnarlo, per farsi che non diventi mai legge”.

Ed ancora Zanna: “Un pronunciamento in tal senso chiaro e forte, adesso, dell’esecutivo nazionale ritengo sia fondamentale per chiudere la vicenda. Il secondo impegno è più  di prospettiva, ma ritengo sia più importante e fondamentale del primo: visto che i sindaci lamentano di non avere le risorse per effettuare gli abbattimenti degli immobili abusivi, il Governo nazionale dovrebbe creare un congruo fondo finalizzato a questi scopi e mettere, inoltre, a disposizione dei sindaci il Genio militare per effettuare gli interventi di demolizione. Solo cosi’ possiamo davvero voltare pagina su questa squallidissima vicenda nella quale ha sguazzato la vecchia politica clientelare. Caro Davide, la tua ‘Sicilia sottosopra’, da rivoltare, deve iniziare da qui, da una cosa forte che in quarant’anni non e’ andata mai per il verso giusto”.