Primarie del centrodestra a rischio, Falcone lascia il comitato organizzatore

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Primarie del centrodestra a rischio, Marco Falcone si dimette da coordinatore del comitato organizzatore. La decisione del capogruppo azzurro all’Ars arriva all’indomani dell’annuncio del collega di partito Vincenzo Gibiino che aveva annunciato la sua corsa verso l’investitura a candidato per Palazzo d’Orleans in competizione con Nello Musumeci e Gaetano Armao.

Ma la scelta di Marco Falcone nasce dagli ormai palesi malumori all’interno di Forza Italia alimentati dalla fazione da sempre più ostile alle primarie. “Cari Amici, prendendo atto che ad oggi in Forza Italia, partito di maggioranza della coalizione di centrodestra, vi sono ampie opinioni discordi sulla scelta del sistema delle primarie per la designazione del candidato Presidente alle prossime elezioni regionali, non posso più adempiere al mandato di Coordinatore del Comitato Organizzatore a cui mi avevate nominato. In effetti, malgrado abbia ricevuto espresso incarico dal Commissario regionale di Forza Italia, on. Gianfranco Miccichè, in varie occasioni e, in particolare, nella riunione ufficiale del tavolo politico con gli alleati, tenutosi in data 13 febbraio 2017, presso la sede ARS di FI, ritengo indispensabile un necessario approfondimento della questione, particolarmente dibattuta, sia a livello nazionale che regionale. Onde evitare, quindi, possibili strappi all’interno della coalizione si ritiene opportuno che, per adesso, ogni determinazione sia rinviata”.

Sulle primarie del centrodestra si era da subito pronunciato in senso negativo Silvio Berlusconi, sostenuto in questa sua posizione da alcuni big forzisti siciliani come Renato Schifani e Stefania Prestigiacomo. Gianfranco Miccichè, al contrario, aveva dato il disco verde alla raccolta delle firme per scegliere i competitor che avrebbero dovuto scendere in campo. Anche da parte degli alleati centristi erano arrivati segnali ostili, con Saverio Romano che aveva contestato i meccanismi di selezione dei candidati. Adesso la mossa di Marco Falcone spiazza tutti e suona come una chiamata di responsabilità per tutti i leader del centrodestra siciliano, a cominciare da quelli del suo partito.