Processo Borsellino quater, la procura: “Ricerca della verità non si ferma”

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“Secondo la procura generale lo sviluppo delle indagini sta via via delineando altre strade che, se doverosamente riscontrate, possono far individuare altri soggetti che hanno potuto contribuire alle stragi”. Lo ha detto il procuratore generale Lia Sava nel corso della requisitoria per il processo Borsellino Quater che questa mattina ha preso il via in Corte d’Assise d’Appello a Caltanissetta.

“Tocca ai magistrati l’arduo compito di acquisire, a distanza di numerosi anni, ulteriori elementi per la ricostruzione completa della dinamica della strage di via D’Amelio che presenta, ancora oggi, punti drammaticamente irrisolti”, ha detto il procuratore generale di Caltanissetta Lia Sava nel corso della requisitoria del processo Borsellino quater.

“Si tratta di produzioni inerenti la strage di via Capaci – ha aggiunto – e che sono oggetto di ulteriori approfondimenti. Si tratta di atti che costituiscono il segno tangibile del fatto che la ricerca della verità non si è fermata. Questo materiale costituisce la dimostrazione che senza alcuna remora si sta cercando di battere ogni pista percorribile per far luce sui coni d’ombra”. Per il Pg si tratta “di dichiarazioni di sicuro interesse e che consentono allo stato di formulare alcune considerazioni. Il materiale sopra richiamato non incide in alcun modo sulla sentenza della quale oggi vi chiediamo conferma. Perché anche qualora si arrivasse ad individuare i soggetti esterni e allorquando sarà fatta luce sull’agenda rossa ciò non farà venir meno le responsabilità degli uomini di cosa nostra che misero in atto lo scellerato progetto di Riina”.

“I cittadini, anche i più giovani, quelli che nel 1992 non erano nemmeno nati” hanno “il diritto di interrogarsi e di discutere, in ogni sede, in ordine a quel tragico capitolo della nostra storia, chiedendo a gran voce risposte chiare e e coerenti”. Lo ha detto il procuratore generale di Caltanissetta Lia Sava nella sua requisitoria nel processo Borsellino quater. “L’Italia, dunque, ha estremo bisogno di conoscere ogni frammento del contesti, delle causali, degli autori delle stragi e ciò non solo al fine di meglio comprendere cosa accadde davvero in quegli anni, allorché venne sferrato il più violento degli attacchi alla nostra democrazia”, ha detto Lia Sava.

“Il primo profilo riguarda la famiglia di Paolo Borsellino e i congiunti di tutti gli uomini della scorta, i servitori dello Stati che sono stati trucidati in via D’Amelio. Essi hanno il diritto di sapere e di comprendere fino in fondo, come e perché si giunse alla stagione delle stragi, anche al fine di cercare di lenire un dolore mai sopito, ma che addirittura si amplifica di fronte agli assordanti silenzi sia all’interno di Cosa nostra che al’interno di altri e più differenti contesti”. E’ quanto ha affermato il procuratore generale di Caltanissetta Lia Sava, nel corso della requisitoria per il processo Borsellino quater in corso a Caltanissetta. (Adn Kronos/Ansa)